Sinodo sui giovani, un bluff?
Si sente in giro l’idea che il Sinodo dei giovani sia stato un “bluff”, che sia servito a poco… Cosa ne pensa? Luisa, Rovereto (TN)
Ti rispondo lasciandomi ispirare da due riflessioni apparse su “La Civiltà Cattolica” (n. 4041 e 4042). I giovani sono portatori di sogni, speranze, futuro. La chiesa ha voluto mettersi in ascolto, prendendo sul serio la loro voce. Il loro entusiasmo e positività, ma anche i loro dubbi, inquietudini e critiche (necessari per rinnovarsi), sono una luce. Soprattutto la loro profezia, che contesta l’attuale società disumana. Essi ci fanno sperare e credere in un futuro diverso e migliore. Uno dei 36 giovani uditori sinodali ha detto che la chiesa è una canoa, “in cui i vecchi aiutano a tenere la direzione e i giovani, in dialogo con loro, remano con forza”.
Importante è ascoltarsi, confrontarsi, camminare insieme per le strade del mondo, come Gesù fece con i due di Emmaus. Se ci si ascolta con empatia, si cresce tutti e il Vangelo ci guadagna. I giovani, infatti, più sensibili a certi temi (pace, dialogo tra religioni, accoglienza, giustizia) e più aperti alla diversità aiutano davvero la comunità. Allo stesso tempo, essi devono ascoltare i sogni e l’esperienza di chi (adulti) li precede nel cammino della vita, valorizzando il tesoro che ogni generazione eredita e trasmette all’altra. In questo Sinodo, grazie ai giovani, la chiesa ha fatto un passo in avanti verso la sinodalità (=camminare insieme). Solo loro potevano dare questa “sveglia”. D’ora in poi, non si potrà più tornare indietro. Comunità, diocesi, famiglie, associazioni, movimenti dovranno camminare insieme (sinodalmente).
La chiesa diventerà sempre più partecipativa e corresponsabile, “spazio di dialogo e testimonianza di fraternità” (DF 1), accogliendo l’apporto dei laici (tra cui giovani e donne, spesso emarginati). Tale “camminare insieme” è una vera conversione missionaria di tutto il popolo di Dio. Nascerà una chiesa più laicale, più femminile, meno autoritaria e clericale. Questo è stato, in realtà, un Sinodo sulla chiesa, sulla sua missione e stile (DF 91-113).
“La chiesa - dice Francesco - è in debito di ascolto anche verso i giovani, che a volte si sentono poco compresi. Una chiesa che non ascolta si mostra chiusa alla novità, alle sorprese di Dio, e non potrà risultare credibile, in particolare per i giovani, che inevitabilmente si allontaneranno anziché avvicinarsi”.
Insomma, non è poco. Questo Sinodo ci fa sperare “in un futuro ricolmo della gioia del vangelo”.







