Siamo lieti di presentarvi...
Padre Narciso e padre Raffaele
Abbiamo deciso di presentarci, noi saveriani della comunità di Ancona. Lo faremo in modo originale, attraverso interviste. A due a due, risponderemo alle stesse domande, parlando di sé e dell’altro. Ne verrà fuori qualcosa “tra il serio e il faceto”. Può essere un modo piacevole per farci conoscere un po’ di più da tutti voi lettori. Iniziamo con p. Narciso Passuello e p. Raffaele Bartoletti.
Padre Narciso, detto Narci, è vicentino e lavora come “guardiano” del noviziato da 22 anni. Padre Raffaele, detto Raffa, è anconetano; è stato in Brasile per 25 anni ed è economo della nostra casa da un decennio.
Parlaci di te: chi sei? Presentati in due parole...
Narci: Dicono che sono un tipo tranquillo, che so stare allo scherzo. È vero, ma in fondo mi sento anche un po’ ribelle, perché a volte non do retta al superiore!
Raffa: Sono amante della natura, mi piace lavorare e ci tengo alle mie idee.
Cosa ti piace del nostro carisma?
Narci: La familiarità, come voleva il nostro fondatore.
Raffa: Lasciare tutto per annunciare il vangelo e andare dove c’è più bisogno.
Cos’è per te la preghiera?
Narci: Vivere la giornata e il rapporto con gli altri alla presenza di Dio e sentire il richiamo dell’amore. Mi piace pregare insieme.
Raffa: La preghiera è un rapporto amichevole con Dio; poi è anche dialogo, sfogo...
Una gioia come missionario?
Narci: Celebrare la Messa e fare l’omelia; ci tengo molto.
Raffa: Visitare le famiglie nelle zone più abbandonate: alcune hanno atteso anni per la visita di un prete! In Brasile ho conosciuto la spontaneità, l’allegria e l’accoglienza del popolo brasiliano.
Cosa fai nel tempo libero?
Narci: Leggo. Comunque, il lavoro di portinaio mi impegna in tanti piccoli servizi.
Raffa: Leggo e lavoro; mi occupo della manutenzione della casa.
Cosa cambieresti del passato?
Narci: Non saprei.
Raffa: Dedicherei più tempo al dialogo e alle persone, specialmente a quelle sperdute nelle campagne.
Forza o dolcezza, mare o montagna?
Narci: Dolcezza e montagna.
Raffa: Qui sono d’accordo anch’io: dolcezza e montagna.
Cosa ti piace delle Marche?
Narci: Le persone e le splendide colline, con il loro dolce curvarsi.
Raffa: Il paesaggio che è bellissimo.
Tifi per una squadra?
Narci: No, però mi piaceva giocare a pallone.
Raffa: Una volta tifavo per la Lazio.
Che ne pensi di lui?
Lui a quale personaggio biblico assomiglia?
Narci: P. Raffaele è come Amos; era contadino ma, all’occorrenza, lanciava parole di fuoco.
Raffa: Secondo me, p. Narciso assomiglia a Samuele; perché è calmo e servizievole.
Cosa apprezzi di lui?
Narci: Di p. Raffaele apprezzo la laboriosità; sa stare in compagnia e allo scherzo e ha anche un buon spirito.
Raffa: Di p. Narciso apprezzo la disponibilità a compiere tanti piccoli servizi.
Hai qualcosa da perdonargli?
Narci: Dimentica facilmente in giro i suoi oggetti personali.
Raffa: È troppo metodico; e poi mi obbliga a vedere i film western o di guerra.
Che regalo gli farai al prossimo compleanno?
Narci: Un libro di orto-botanica che continui la lunga serie di quelli che sta leggendo.
Raffa: Gli regalerò un narciso...
Cosa gli diresti se partisse per la missione?
Narci: Gli direi di continuare ad avere lo stesso impegno dimostrato con noi e gli augurerei di trovarsi bene. So che è stato superiore in Brasile in un periodo difficile.
Raffa: Gli raccomanderei di fare tante amicizie.
Il più bello di voi due?
Narci: Lui: per la sua capigliatura e per il viso gioioso, semplice e modesto.
Raffa: Penso che sia più bello lui.
Per salutarlo cosa gli diresti?
Narci: Caro Raffaele, prosegui nel tuo cammino; non guardare né a destra né a sinistra, ma spendi la vita per il Brasile, il tuo primo amore!
Raffa: Caro Narciso, dicono che noi due siamo come cane e gatto. Io però ti voglio un gran bene.







