Si avverte un brulichio di operosità e speranza
Nel numero di maggio abbiamo parlato dell’esperienza dei saveriani di Brescia e Salerno con i profughi ucraini. Qui trovate altri due racconti.
È un atto bello e potente portare l’Amore del Signore nelle comunità, perché è una grande testimonianza di fede. Se poi questa fede viene vissuta e praticata nel servizio agli altri, per portare luce a chi attraversa momenti bui, si realizza totalmente il comandamento dell’Amore-dono di Dio: “Ama il tuo prossimo, perché è la tua stessa carne” (card. Martini).
La Canonica di Camino, a Udine, è stata destinata proprio a questo servizio. Vuota da tanti anni e inutilizzata, si è subito visto che con poco sarebbe potuta diventare abitabile e pronta per l’accoglienza. La decisione di p. Andrea Gamba, condivisa con il Consiglio Pastorale e appoggiata dal gruppo Caritas, è stata un successo. Alcuni professionisti hanno offerto la manodopera in tempi rapidissimi, coprendo le necessità più importanti, quali il rifacimento di cucina e bagno. L’appartamento è diventato, provvidenzialmente, luogo di ritrovo tra persone unite per fare del bene. Inizialmente, hanno trovato posto Zaccaria, africano, e i sei ragazzi bengalesi, già a Buttrio da qualche mese. L’appello alla raccolta di cibo, vestiario e beni di prima necessità ha avuto una risposta immediata e meravigliosa. L’edificio reso abitabile darà ospitalità anche persone in fuga dalla guerra in Ucraina.
È un bell’esempio di comunione e condivisione. Le parole del Vangelo si manifestano nella pratica reale e attiva delle quattro parrocchie coinvolte. Il desiderio della Chiesa sinodale è proprio auspicare un luogo aperto, dove tutti si sentano a casa e partecipino. Una Chiesa senza esclusioni, comunione di comunità che avvicini tante persone a scoprire la bellezza di camminare insieme come popolo di Dio, nel segno della Carità. Questa solidarietà trasforma il tempo e la vita, diventa simpatia cristiana, fraternità missionaria e risposta di pace alla guerra. Questa è la speranza che trasmettiamo ai fratelli ucraini, prossimi ospiti a Camino (Rita Silvestri).
Da alcuni anni, nella casa saveriana di Cagliari, in collaborazione con la Caritas diocesana, offriamo ospitalità a persone bisognose, soprattutto nei periodi più freddi dell’anno. Qui, trovano una sistemazione provvisoria, fino a quando non ottengono il permesso di soggiorno che permetta loro di trovare altre soluzioni abitative. Si tratta di un alloggio indipendente dal resto della casa.
Recentemente, ci è pervenuta una richiesta da una parrocchia vicina, che ospita in un appartamento alcune mamme ucraine con bambini. Una signora ucraina, che lavora a Cagliari da alcuni anni, ha contattato il parroco chiedendo ospitalità per i suoi due figli, di 15 e 16 anni, in fuga dall’Ucraina. Non avendo più posto, il parroco si è rivolto a noi. Così, abbiamo deciso di accogliere i due ragazzi che condividono i pasti con la nostra comunità. Nel frattempo, gli incaricati della Caritas stanno provvedendo alle pratiche burocratiche (p. Marco Mila, sx).









