Se Cristo finisce chiuso nell’armadio
Un giorno, il signor John Pie ricevette la visita del Signore. Lo fece sedere alla sua mensa. Voleva che restasse con lui per sempre, perché così non sarebbe mancata la benedizione per la sua casa e il successo nei suoi affari. Cristo aveva detto che anche altri poveri dovevano essere saziati dal signor Pie. Ma lui non voleva saperne. Decise, quindi, di chiudere il Cristo nell'armadio per servirsene solo lui in caso di bisogno.
Gli affari andavano con il vento in poppa e in quella casa c'era sempre prosperità e salute, anche se non si aiutava nessuno e la vecchia signora Crapper, lasciata senza aiuto, morì di freddo proprio davanti al cancello della casa. La vigilia di Pasqua, il signor Pie cadde e una costola rotta gli trapassò il polmone. Era tempo di tirar fuori Cristo dall'armadio. Ma quando la porta fu aperta, chi balzò fuori tra le fiamme fu un demonio e una voce disse: “Hai rinchiuso Cristo nell'armadio; la tua malvagità lo ha trasformato”. E John Pie morì disperato. (Racconto di Theodore Francis Powys)
L’armadio nel quale il signor Pie aveva rinchiuso Gesù ricorda il tabernacolo nel quale custodiamo le ostie consacrate per averle sempre a disposizione in caso di necessità. Per dimostrare la nostra “fede”, copriamo di lusso i vasi sacri, il tabernacolo e perfino la chiesa. Al punto che, a volte, non resta niente per la carità, come si può notare dal numero di “signore Crapper” che languiscono e muoiono sulla porta dei templi in cui teniamo “custodito” il nostro Signore, da noi trasformato in demonio.
San Giovanni Crisostomo già al suo tempo diceva: “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d'oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l'affamato, e solo in seguito orna l'altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d'oro e non gli darai un bicchiere d'acqua? Che bisogno c'è di adornare con veli d'oro il suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? … Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d'oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe, o piuttosto non s'infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, e, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?”
Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Buona Pasqua!







