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Partiamo dalla fotografia di gruppo che vedete in questo articolo per raccontarvi della presenza saveriana a Bergamo e provincia. Noi speriamo, e preghiamo fervidamente, che il Signore continui a suscitare vocazioni anche nella nostra cara Italia.

Lo scatto ci immortala dopo un momento di confronto con i superiori per una verifica della nostra attività, con la gioia di accogliere i vecchi amici che, di tanto in tanto, ci fanno visita.

Presenti da oltre 60 anni

I saveriani sono ad Alzano Lombardo da oltre 60 anni. Il 7 ottobre 1955 erano nella vecchia filanda della Valle Seriana, ribattezzata poi - per le sue attività di esercizi spirituali - “Villa Santa Maria”. Ma prima di approdare ad Alzano, durante il periodo bellico, avevano vissuto, come sfollati, prima a Gromo San Marino e poi a Pedrengo. Quando, in seguito, il vescovo mons. Piazzi ci accolse nella sua diocesi, ci stabilimmo in via Adobati e - da ormai vent’anni - in via Ponchielli, ad Alzano Lombardo.

Agli inizi, era un seminario ricco di vocazioni. C’erano ragazzi provenienti da tante parti delle valli e della pianura bergamasca, con un generoso gruppo di missionari che si prendeva cura di loro.

Qualcuno scherzosamente chiamava questi ragazzi anche “magnapan”, un modo colorito di descrivere la loro fame di tante cose, ma soprattutto fame di servire il Signore nelle missioni.

Rendere il battesimo operante

Da allora, ne è corsa di acqua nel Serio e molte cose sono cambiate. Oggi, una comunità di persone anziane, reduci dalle missioni, popola la casa di Alzano. Il seminario con i ragazzi non c’è più, ma la presenza missionaria continua a farsi sentire, magari in forma diversa, anche ai giorni nostri.

Per esempio, in ottobre, siamo impegnati ad animare le giornate missionarie in alcune parrocchie della diocesi. Raccontiamo la vita dei missionari, testimoniamo ciò che essi fanno per proporre il vangelo ai tanti che oggi lo ignorano o che nutrono dubbi su vari aspetti della vita cristiana. Si tratta di aiutare le persone a riscoprire il dono e la bellezza del proprio battesimo, ricevuto tanto tempo prima, magari senza troppa consapevolezza e coscienza.

Si cerca di fare tutto questo partendo non da teologie impegnate, ma dal vissuto dell’esperienza missionaria, che spesso dura una vita intera.

Dove andiamo e cosa facciamo

Accanto a questo momento particolare, ci sono le attività che si ripetono e che ci accompagnano ogni mese dell’anno: le “Messe missionarie” del primo martedì del mese, l’adorazione del terzo giovedì, frequentata da tante persone che pregano, in particolare, per le vocazioni. Sappiamo che Gesù ci raccomanda di pregare, di chiedere, di bussare... finché troveremo risposta.

Una presenza missionaria - non sempre esplicita - ci viene anche dal nostro ministero pastorale ordinario: eucarestie e confessioni che celebriamo nella varie parrocchie del vicariato.

È un modo per annunciare la salvezza nel vissuto di ciascuno.

Non meno significativi sono i momenti che passiamo con il gruppo dell’Unitalsi. I malati si incontrano ormai da tanti anni in casa nostra, per celebrare il Natale e la Pasqua. Si confessano e ricevono l’Eucarestia, dopo aver offerto la loro sofferenza per sostenere i missionari che, in luoghi lontani, annunciano l’amore del Padre per tutta l’umanità.

Il 3 dicembre - con i presbiteri della diocesi - celebriamo la “Giornata sacerdotale missionaria”. È la festa di san Francesco Saverio, nostro patrono e ispiratore. Affrontiamo un tema particolare, per vivere meglio la missione propria di ogni battezzato.

Fare memoria…

È doveroso ricordare che sono tanti i saveriani bergamaschi, vivi e defunti. Quest’ultimi sono ricordati con una “memoria particolare” nel mese di novembre. Abbiamo avuto la fortuna di commemorare il nostro santo fondatore, mons. Guido Conforti, e di unire a lui una numerosa schiera di confratelli defunti. Sono la nostra offerta più bella al Signore. Tanti uomini e donne che hanno consumato tutta la loro vita per la missione!

In marzo, facciamo memoria dei martiri dell’anno trascorso. Soprattutto in questo momento storico, ci è particolarmente gradito ricordare il martire saveriano, p. Luigi Carrara, di cui celebriamo il processo di beatificazione.

È pur vero che la missione implica un dono totale della vita e una vita segnata con il martirio ha certamente valore superiore.

Facendo memoria dei martiri passati, siamo particolarmente orgogliosi di offrire l’esempio e il modello di p. Luigi Carrara, entrato nella nostra casa di Pedrengo il 6 ottobre 1947 e morto in Congo il 28 novembre 1964.



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