Saverio chiama, Conforti risponde - Celebrazione a Cremona
La serata di sabato 3 dicembre, presso la casa dei saveriani, il vescovo Lafranconi ha celebrato l'Eucaristia in memoria di san Francesco Saverio, patrono della famiglia missionaria fondata da san Guido Conforti nel 1895. Durante la Messa, i cinque saveriani della comunità cremonese hanno rinnovato i voti religiosi.
Ogni anno, in occasione della memoria liturgica del Saverio, la casa dei saveriani in via Bonomelli accoglie sacerdoti, autorità, benefattori e amici dell'istituto missionario. In prima fila c'erano il vicesindaco Malvezzi, il consigliere provinciale Torchio e altre persone amiche. La liturgia è stata animata dalla corale di Corte de' Frati.
Nell'omelia, mons. Lafranconi ha preso lo spunto dalle letture bibliche della seconda domenica d'Avvento. Isaia invita a gridare la liberazione di Dio, cosa che fece Francesco Saverio nella sua infaticabile opera missionaria tra India, Giappone e Malesia. "Questo grido - ha spiegato il vescovo - risuonò nel cuore di mons. Conforti e lo spinse non solo a diventare missionario, ma anche a creare una congregazione missionaria che si spende per il vangelo".
In una meditazione, il Conforti fece un confronto tra il Saverio e Gesù: "Il cristiano - spiegò il santo vescovo di Parma - è un altro Cristo e questo noi lo vediamo luminosamente anche nel nostro protettore san Francesco Saverio. Fu copia fedele di Cristo. Cercò una cosa sola: la gloria di Dio, facendolo conoscere a coloro che giacciono nelle tenebre".
Terminata la Messa, vescovo, sacerdoti e benefattori si sono intrattenuti a cena con i saveriani.








