Saveriani in Africa da Riconciliare
Il continente ha bisogno di pace - I saveriani in 6 nazioni da riconciliare.
Nel continente d’Africa, i saverani lavorano in 6 nazioni: Burundi, Camerun, Ciad, Congo RD, Mozambico, Sierra Leone. Le chiese d’Africa si stanno preparando al secondo Sinodo continentale, che rifletterà sul tema, "La chiesa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace".
Burundi: dopo l’emergenza
Con le elezioni del 2005, il Burundi è uscito dall’emergenza, ma sono rimasti i grandi problemi sociali. C’è anche un'altra novità: nel governo e nelle amministrazioni locali sono entrati i musulmani e si teme che la loro influenza non favorisca il processo di riconciliazione. Occorre creare un rapporto nuovo tra le perse religioni all’interno della società burundese.
La chiesa si è arricchita di un folto gruppo di giovani sacerdoti, che la rendono più autosufficiente nella cura delle comunità cristiane. Anche le vocazioni religiose, maschili e femminili, sono in costante aumento. Ma è importante che i sacerdoti e i religiosi burundesi curino la propria formazione spirituale e umana.
Nei momenti tragici, con la morte violenta di tanti cristiani, sacerdoti e del nunzio mons. Courtney, i saveriani sono rimasti tra la gente, esprimendo solidarietà e sollecitudine pastorale. Dopo l’emergenza, anche i saveriani hanno ripreso a lavorare normalmente, programmando le loro attività e collaborando in modo efficace con la chiesa burundese.
Camerun: la speranza è sui laici
Il Camerun è un paese magnifico, ma la classe politica promette quello che non si realizza mai e la gente deve "arrangiarsi" per sopravvivere. Soprattutto i giovani delle città vivono in un clima di sfiducia; passano il tempo davanti ai televisori e a "navigare" su internet, alimentando il sogno di un benessere irreale.
Fortunatamente, il popolo camerunese è laborioso e paziente. Conoscendo le tragiche conseguenze delle guerre, preferisce sopportare le difficoltà …in pace. La presenza della Cina è sempre più evidente, non solo per i suoi prodotti nei mercati, ma anche nei grandi cantieri per costruire strade e ponti, ospedali e campi sportivi…
La chiesa è in crescita, con nuove parrocchie e diocesi. I laici cristiani stanno assumendo ruoli sempre più attivi nelle comunità cristiane e nella società civile. I saveriani si impegnano nel lavoro di evangelizzazione e anche nella formazione dei giovani saveriani di varie nazionalità, che studiano teologia a Yaoundé.
Ciad: tanto petrolio, poco benessere
La situazione del Ciad è preoccupante. Gli interessi sul petrolio hanno messo in moto una lotta tra Francia e Usa per lo sfruttamento delle risorse. Questo ha favorito il formarsi di vari gruppi di ribelli e il diffondersi delle armi. Anche la crisi nel Darfur (regione cuscinetto tra Sudan e Ciad) mette ad alto rischio la tranquillità in tutta l'area.
I ricavati del petrolio hanno alzato il pil della nazione e il mercato delle armi, ma niente è andato alla gente, che vive nell'indigenza. Il livello dell'educazione scolastica è molto basso. Nella regione dove lavorano i saveriani, per 40mila alunni della scuola elementare sono solo 67 i maestri diplomati! Anche in Ciad sono state condotte forti campagne di islamizzazione e sono state costruite molte moschee, anche dove non ci sono musulmani.
La chiesa del Ciad sta compiendo un grande lavoro di evangelizzazione. Ogni anno un consistente numero di catecumeni riceve il battesimo. I saveriani sono impegnati soprattutto nell'annuncio del vangelo, nella promozione umana e nelle comunicazioni con la radio di Bongor, che trasmette in 7 lingue.
Congo RD: la speranza nella democrazia
Il processo elettorale in tutte le sue fasi, dalla preparazione al compimento, è stato vissuto con entusiasmo e ha fatto rinascere la speranza nella popolazione. Ciò è stato possibile grazie a un grande risveglio della coscienza sociale e a un clima di libertà che non si conosceva da anni. Anche la chiesa e i missionari si sono coinvolti nell'animazione civica e nella formazione dei laici per un impegno politico e democratico.
Purtroppo, restano ancora alcuni gruppi di dissidenti armati che tengono la popolazione in ostaggio, con violenze e repressioni. La gente non è ancora uscita dalla situazione di povertà. Le piantagioni di manioca sono state attaccate dall'epidemia "mosaico" (riduce il tubero in frammenti), privando la popolazione dell'alimento base.
I pakistani della Monuc (Missione dell'Onu per il Congo) stanno promuovendo l'espansione dell'islam, anche attraverso gli aiuti umanitari. La Cina è sempre più presente a livello diplomatico, nel commercio e nelle opere stradali, tanto che ormai "i cinesi" hanno preso il posto de "i bianchi".
Mozambico: un paese accogliente
I saveriani sono in Mozambico da un decennio. Dal 1992, qui si vive un clima di pace e anche il lavoro di evangelizzazione ne riceve beneficio. La gente vuole la pace e ha voglia di andare avanti. Buoni successi sono stati ottenuti nell'educazione, nella sanità, nell'agricoltura e nelle opere pubbliche. Anche le donne cominciano a essere attive nelle comunità cristiane e nella società. Attualmente il primo ministro e vari ministri al governo sono donne.
La gente è buona e accogliente, nonostante i gravi problemi sociali che alimentano la povertà e la sofferenza. La chiesa e i missionari insistono sulla creazione delle "piccole comunità cristiane". Ne sono sorte molte, frutto dell'entusiasmo dei credenti. Ora l'impegno maggiore consiste nel formare queste comunità.
Sierra Leone: un paese da amare
La tragica guerra è ufficialmente terminata nel 2002. Ma la pace non ha ancora portato i frutti sperati di giustizia e di bene comune. La Sierra Leone è ancora il peggior paese al mondo nella "qualità" della vita. Nonostante tutto, c'è ora libertà di parola e di movimento; gli episodi di violenza armata sono più rari; i rapporti tra la minoranza cristiana e i musulmani sono abbastanza sereni.
Ma il sogno di una Sierra Leone che cresce e si sviluppa, rimane lontano, specialmente per i giovani. I salari "ufficiali" sono miserabili: un parlamentare dovrebbe ricevere 400 dollari al mese; un maestro 70 dollari; un manovale, 1 o 2 dollari al giorno. Chi può, cerca di fuggire all'estero o lavorare per le organizzazioni straniere. Il costo della vita è alto. Le spese scolastiche e i costi delle medicine non sono abbordabili per la maggior parte della gente.
I saveriani non si sono mai stancati né scoraggiati. Anzi, sono innamorati di questa popolazione che ha tanto sofferto per la guerra e continua a soffrire in tempo di pace. Ma si chiedono: "Come possiamo aiutare meglio la gente a ritrovare i valori della vita? Come può il vangelo trasformare le coscienze e la società?".








