Santità in missione
Domenica 8 giugno, solennità di Pentecoste, dalla Casa Madre di Parma è avvenuta la traslazione alla Chiesa di Santo Stefano Protomartire, a Santo Stefano Ticino (MI), delle reliquie di San Marco, martire romano, promossa dal postulatore p. Faustino Turco.
Il rito è stato celebrato tra ali di fedeli accorsi numerosi, per accogliere in una sontuosa urna i resti mortali di questo “corpo santo” proveniente dalle catacombe romane e conservato finora nel deposito delle reliquie dei Saveriani di Parma. L’urna del martire è stata portata in processione e preceduta dal parroco, don Cristian Pina, dalle autorità civili e dai bambini della Prima Comunione con le palme in mano. Per questa occasione è stato redatto un piccolo libro che documenta fedelmente la giornata, esaltando la continuità della fede attraverso i secoli.
All’inizio della celebrazione, don Cristian ha salutato con gioia l’evento sottolineando la dimensione sacrale del corpo, tempio dello Spirito Santo: “In una società dove la corporeità è un elemento centrale influenzando sia le relazioni interpersonali che la percezione di sé e degli altri, la Chiesa ci ricorda l’alta dignità del corpo, soprattutto di chi, come i santi, hanno saputo glorificare eroicamente Dio con il loro corpo. Venerare le reliquie”.
I fedeli di San Stefano Protomartire, con la loro attenta e gioiosa presenza, hanno dimostrato che i Santi della Chiesa sono una guida nella vita quotidiana, una luce e una speranza a qualunque età, epoca e latitudine. Nella missione di San Marco a Milano si nota la bellezza della fede nella concretezza di vita, di sofferenze e sacrifici, di speranza e fiducia, già dai primi decenni del cristianesimo. Marco e gli altri protomartiri vengono ad abbattere oggi l’indifferenza, portano un messaggio ecumenico di pace, di forza e di perseveranza, sempre attuale.
A conferma di questo, ricordiamo i festeggiamenti, tre anni fa, per il ritorno delle spoglie del vescovo saveriano mons. Danilo Catarzi (1918-2004) in Congo, accolte da una folla entusiasta che si sentiva gregge del confratello defunto. Ora le spoglie di Catarzi, primo vescovo di Uvira, riposano nella “cappella della fraternità” all’interno del santuario di Kavimvira, dove sono esposte pure le reliquie di Giovanni, Luigi, Vittorio e Albert, beatificati a Uvira, un anno fa, il 18 agosto 2024.
Cento anni fa, il 12 marzo 1925, mons. Conforti fece a Parma la ricognizione canonica di San Marco, martire dei primi secoli, sepolto nelle catacombe romane. Non sappiamo come i sacri Pegni del Martire siano giunti a Parma: alcune ossa e perfino il sangue nel suo vasetto originale prelevato al momento dell'invenzione nel loculo catacombale. Ma è ben documentata la ripulitura delle reliquie, avvenuta il 13 gennaio 1925, ad opera di p. Giovanni Bonardi, Superiore dei Saveriani. Tutte queste Reliquie furono fermate con nastri rossi e sigilli episcopali di San Guido Maria Conforti e conservate in una sontuosa urna lignea ottocentesca. Negli anni 1930-1950 l’urna fu posta nella “Cappella martiri” della Casa Madre, sotto l’altare neoclassico rinascimentale del 1898 che racchiude la tela rappresentante San Francesco Saverio dipinta da Paolo Baratta. San Conforti coltivava grande venerazione verso “coloro che hanno fondato la chiesa con il loro sangue: hanno bevuto il calice del Signore e sono diventati amici di Dio”, si legge nel soffitto della cappella. Il 22 marzo 2025, l’urna è stata donata alla Parrocchia di Santo Stefano Protomartire.









