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Quando Dio chiama, siamo pronti: altri cinque saveriani...

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In questi ultimi giorni ben cinque saveriani sono stati chiamati dal Signore della vita. Li ricordiamo, chiedendo di pregare per la loro pace eterna e perché "il Signore mandi operai nella sua messe", per continuare nel mondo l'annuncio del vangelo.

Berton p. Bepi: l'apostolo dei ragazzi - soldato

Padre Berton Giuseppe, vicentino di Marostica, è morto a Parma il 25 giugno 2013, all'età di 81 anni. Ordinato sacerdote nel 1956, ha lavorato per vari anni in Scozia. Dal 1973 si era dedicato "anima e cuore" alla popolazione della Sierra Leone, nella diocesi di Makeni e poi a Freetown.

Durante la guerra civile (1992-2000), padre Bepi ha vissuto le vicende del rapimento da parte dei ribelli, che abusavano anche dei bambini soldato per violenze di ogni tipo. Perciò sentì l'impulso di dedicarsi al loro recupero. Un lavoro difficile e delicato, che portò avanti con caparbietà e bontà, restituendo migliaia di ragazzi e ragazze alla vita normale e alla società.

Nel 2001 Kofi Annan volle incontrare il missionario e visitare il centro di riabilitazione di Kissy, alle porte di Freetown. In seguito, padre Berton fu chiamato a testimoniare in vari congressi internazionali, riscuotendo l'attenzione di gremite assemblee. Al termine della vita ha scritto: "Sono felice di essere stato un padre per tanti di loro".

Spinaci fr. Giuseppe: i cento mestieri

Il 29 agosto 2013 si è spento fratel Giuseppe Spinaci, in cura a Parma dal 2003. Anconetano di Cupramontana, aveva compiuto 92 anni. Dopo la scuola elementare, si era messo a lavorare i campi con papà Luigi. Aveva deciso di diventare saveriano a 26 anni. Anche la sorella Teresa seguì il suo esempio diventando saveriana.

Ha trascorso la sua lunga vita religiosa in varie case saveriane in Italia: Parma, Ancona, Sardegna, Piacenza, Roma, Genova Pegli. Nel 1974, solo per tre mesi, fece una visita in Congo, a trovare la sorella Teresa. "Addetto alla casa, giardiniere, ortolano, sagrestano, cuoco, accoglienza dei confratelli, aiuto ai poveri...": questi gli incarichi che troviamo accanto al suo nome.

"Ringrazio il Signore per la grazia della vocazione. Ho accettato le mie infermità come un disegno della Provvidenza, che voleva unirmi alle sofferenze di Gesù per portare il mio piccolo contributo alla salvezza delle anime".

Benetti p. Antonio: il missionario gentile

Nella casa saveriana di Alzano (Bergamo), per improvviso malore, nella notte del 3 settembre 2013, è deceduto p. Antonio Benetti, 77 anni. Vicentino di Povolaro (Dueville), ha lavorato a Vicenza, Brescia, Zelarino Mestre, Genova Pegli e Alzano.

Tutti concordi nel testimoniare: "Era affabile, ispirava fiducia, viso sorridente e sempre disponibile; era discreto nell'avvicinarsi alle persone, ma la sua amicizia arrivava in profondità. Come un fratello, sapeva ascoltare e comprendere, apprezzare e collaborare...".

Il periodo migliore di vita fu dal 1970 al 1986, quando, missionario in Amazzonia, aveva condiviso la povertà e le sofferenze della gente, lungo i fiumi Mojù e Tocantins: "Qui respiro a pieni polmoni e mi sento realizzato. Difficoltà ce ne sono, ma sono superabili con l'aiuto del Buon Dio".

Masi p. Giorgio: il maestro animatore

"Sono contento di essere sacerdote, missionario e figlio di mons. Conforti. Sono convinto di trovarmi dove Dio ha voluto. E con Dio a fianco, niente mi può far paura": questa convinzione ha sempre accompagnato il missionario romagnolo, nato a Belvedere di Castel del Rio, diocesi di Imola.

Dopo l'ordinazione sacerdotale, nel 1963, era stato in Messico per cinque anni. Poi era stato mandato in Indonesia. Ma nel 1974 era tornato in Messico, dove si era dedicato alla pastorale giovanile e all'animazione vocazionale, fino al 1994. Licenziato in teologia spirituale alla Gregoriana (Roma), aveva continuato l'attività di insegnamento e animazione missionaria anche in Italia, a Reggio Calabria e a Ravenna, costretto a moderarsi per una malattia al cuore. È spirato a Parma il 5 settembre 2013, all'età di 75 anni.

Dagnino p. Amato: il maestro dello spirito

Si è spento consunto dall'età (95 anni), il 16 settembre 2013 a Parma, il grande "maestro dello spirito" p. Amato Dagnino. Formatore di generazioni di saveriani, predicatore, ricercato confessore e direttore spirituale, apprezzato autore di testi di spiritualità, divenuti "classici" in Italia e nel mondo saveriano.

Nato a Pavarara di San Secondo Parmense, era timidissimo e spericolato - specialmente al calcio e con la moto. Ha trascorso quasi tutta la vita a Parma, come formatore.

Il suo volume "La vita interiore", pubblicato dai Paolini nel 1960 (1.336 pagine), ha avuto sei edizioni e molte ristampe, rendendolo noto in tutta Italia. Gli "studiosi" hanno ammesso: "Per noi p. Dagnino è un'autorità, come dottore in teologia spirituale"; anche se lui non ha frequentato nessuna università: Sapienza di Dio e carattere d'acciaio!



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