Percorrendo la via di Mosè… In Sinai con camice bianco
Ci sono tanti motivi che spingono le persone a girare il mondo. C'è chi è solo alla ricerca di svago ed evasione dalla quotidianità, chi è animato da un interesse culturale, chi unisce alla sete di conoscenza il desiderio di scoprire meglio se stesso anche in rapporto a culture diverse. Accanto a tutto ciò, ci può essere anche un motivo di carattere spirituale...
Dal deserto al monte
Sono stato invitato dal dottor Mario Ravaglia ad accompagnare un gruppo di medici e terapeuti della Romagna sulle sante orme di Mosè. Lo scopo del viaggio era spirituale, per compiere un esodo dalle dieci piaghe dell'anima verso il roveto ardente e la luce del Sinai.
Abbiamo ripercorso le tappe del cammino dell'uomo, visitando i luoghi, culla di civiltà, che fanno riscoprire la propria identità a volte perduta. Il nostro viaggio è cominciato a Il Cairo, Al Qahirah in lingua araba, che significa "La Vittoriosa", e abbiamo seguito la via di Mosè attraverso l'Egitto, da dove era cominciata la missione di liberazione del suo popolo, attraverso il deserto fino al monte Sinai, luogo dell'incontro personale e di tutto il popolo con il Dio vivente.
Il Cairo è anche la città dai forti e stridenti contrasti, con un divario enorme tra classi abbienti e classi povere, che addirittura vivono nei cimiteri islamici. Mi ricorda un po' il Messico e la città di Guadalajara, dove sono stato missionario.
Il fascino emozionante de Il Cairo
Siamo andati a visitare i luoghi dove il popolo ebraico era stato schiavo; abbiamo anche noi attraversato le paludi (l'attuale canale di Suez) un poco sopra il tunnel che unisce Africa e Asia. Entrati nella penisola del Sinai, ci siamo fermati alle fonti di Mara, nell'oasi di Feyran, dove Mosè aveva percosso con il bastone la roccia, per dare acqua al popolo assetato. Siamo arrivati ai piedi del Sinai per la grande esperienza della salita nella notte, aspettando l'alba di una nuova vita illuminata dal Dio vivente.
L'arrivo nella città di Il Cairo è stato carico di emozione. Nella mente si affollano ricordi del fiume Nilo, i faraoni, le piramidi, il cristianesimo introdotto da san Marco e poi la dominazione islamica. Il Cairo è tutto questo e anche di più. È una megalopoli di circa venti milioni di abitanti dove si sovrappongono le più svariate culture come in un perfetto mosaico. Le piramidi più note (Cheope, Chefren e Micerino) e la Sfinge danno il senso di una sfida vinta contro il tempo e di quanto il soprannaturale fosse importante per gli antichi egizi.
Tra i copti e i monasteri
Erodoto nel V secolo a.C. definiva gli egiziani "di gran lunga più religiosi del resto degli uomini..." e li considerava i primi a proclamare che la morte non significa "fine ineluttabile". Il quartiere islamico dominato dalla cittadella di Saladino e dalle moschee si unisce al quartiere copto, ossia la parte più antica della città.
Con il termine "copto" s'intende il "cristiano" d'Egitto. Fu l'apostolo Marco a evangelizzare queste regioni. In seguito al concilio di Calcedonia nel 451 d.C., nacque la chiesa copta ortodossa, retta dal patriarca di Alessandria. Sarebbe stato interessante assistere alla celebrazione di una Messa copta, che dà il senso dell'intensa spiritualità delle chiese orientali.
Da queste parti è nato anche il monachesimo e il deserto è ricco di monasteri. Non dimentichiamo che l'Egitto è anche la terra sacra, dove trovò rifugio la sacra Famiglia in fuga da Erode, che voleva uccidere il Bambino.
Come lucciole della notte
Salire sul monte Sinai è stata un'esperienza forte. Sembriamo come lucciole che si muovono nel cuore della notte in un disordinato silenzio. E se dopo tutto lo sforzo, il tempo diventa nuvolo e non vediamo il sorgere del sole? Padre Justin, monaco del convento di santa Caterina, rassicura: "Solo ogni venti anni si addensano nubi sui monti, causando le piogge".
Il giorno prima era toccato a noi assistere a un forte temporale nel deserto verso il Sinai, con il fenomeno dell'arcobaleno visto solo decenni prima... Il Signore voleva forse dirci qualcosa? La stanchezza accumulata svanisce immediatamente quando, raggiunta la cima, pazientemente e al freddo aspettiamo l'alba. All'improvviso veniamo accecati dal sole che esplode in tutto il suo vigore.
Ridiscendiamo dopo aver celebrato l'Eucaristia nella valle di Elia, poco lontano dalla grotta dove il profeta si era rifugiato, stanco e depresso. Sostiamo al monastero di santa Caterina, voluto dall'imperatore Giustiniano e oggi abitato da monaci greci ortodossi. All'interno, la chiesa conserva una delle più ricche collezioni d'icone e un mosaico della Trasfigurazione di strabiliante bellezza. Peccato che la famosa biblioteca, la seconda dopo quella del Vaticano per ricchezza di volumi, non sia visitabile.
L'emozione è intensa quando si scorge il roveto ardente di biblica memoria, sempre verde e intatto. Hanno provato a trapiantarlo altrove, ma senza successo.
Lasciamo a malincuore la zona del Sinai, scenario di uno dei più importanti eventi dell'umanità: il passaggio dal politeismo alla fede nell'unico vero Dio.







