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Per una fede più solida, Bibbia con la mente delle donne

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Penso che tutti noi sacerdoti, in qualche periodo della nostra vita, abbiamo fatto nostre le parole che san Paolo scrive a Timoteo (2Tim 4,1-4): "Voglio farti una raccomandazione: predica la Parola di Dio, insisti in ogni occasione, rimprovera, raccomanda e incoraggia, ma usa tutta la tua pazienza e la tua capacità di insegnare. Perchè ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie; si procureranno molti nuovi maestri...".

La Parola personificata

Per noi sono parole incoraggianti, ma anche fonte di tante delusioni. Nella nostra attività pastorale ci serviamo tanto della Parola di Dio, e guai se così non fosse! Ma sulla nostra bocca potrebbe diventare una semplice conferma del nostro pensiero, uno strumento autorevole per avallare il nostro modo di agire.

Forse dovremmo rileggere ancora quello che san Paolo afferma della Parola di Dio; la presenta come una Persona viva: "Si diffondeva, è partita da voi, è viva, efficace, viene accolta, condanna, dimora, riecheggia, non è incatenata..." (cf 1Cor 12).

Faccio un esempio. Ho ascoltato Serena Noceti mentre dettava la meditazione ai missionari in preparazione alla liturgia penitenziale. Dalla curiosità sono subito passato al coinvolgimento. Serena ha letto l'episodio della peccatrice che si intrufola nella casa del fariseo Simone, che ha invitato Gesù (Lc.7, 36-50). Ha fatto una semplice lettura, e solo qualche spiegazione con un lieve tocco di sensibilità femminile. Di suo, a conclusione, sono bastate queste parole: "Cerchiamo di scoprire «il Simone» che è in tutti noi". E tutti gli uditori si sono trovati pronti per la liturgia penitenziale.

Non si può vivere di rendita

Ho capito quanto la Parola sia efficace. E mi sono chiesto: non sarà che noi sacerdoti abbiamo adattato la Parola alle voglie degli uditori, per non perderli? Fino a qualche tempo fa le buone tradizioni trasmesse da una generazione all'altra supplivano alla conoscenza personale della Parola.

Ha ragione il vescovo di Imola quando, in occasione della grande manifestazione di devozione popolare alla Madonna del Piratello, ha detto: "In un tempo di evidente smarrimento spirituale e morale, non possiamo vivere di rendita, contando sulla forza delle tradizioni: ci è necessaria una fede consapevole e solida".

Sappiamo quanto la forza delle tradizioni si affievolisca da una generazione all'altra. È urgente perciò il ritorno alla sorgente della Parola. Ma è altrettanto necessario che al nostro fianco ci sia una «Serena» che ci aiuti a capire.



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