Padre Pulcini dalle Filippine
Scrivo da Manila dove, insieme al superiore generale p. Luigi Menegazzo, stiamo visitando le comunità saveriane nelle Filippine... È giusto che condivida con tutti voi le ultime notizie di qui. Dopo la visita al Giappone, siamo arrivati a Manila sabato 9 novembre, proprio quando il tifone Haiyan - di cui avete sentito parlare - stava lasciando le Filippine. Qui a Luzon, al nord del paese, non ci sono stati danni, né alle persone né alle strutture. Anche le comunità saveriane non hanno avuto grossi problemi.
La devastazione è stata davvero grande, anzi - e sia detto senza retorica - è stata totale in alcune isole centrali, nella parte orientale, soprattutto Est Samar, Leyte e Iloilo, colpite in pieno dalla furia del tifone. Con milioni di persone coinvolte, che hanno perso i loro cari e proprio tutto; e tra loro, centinaia di migliaia di bambini. Fino a oggi la conta "ufficiale" dei morti ha superato i cinquemila, ma il numero reale non si saprà mai, considerata la natura della catastrofe.
Ormai, dopo due settimane dall'evento, anche l'aiuto primario dei viveri - quelli necessari per sopravvivere - sta migliorando poco alla volta; ma è stato reso difficilissimo dall'estensione delle regioni distrutte, dalla mancanza di comunicazioni e anche dalla disorganizzazione.
Stiamo cercando di fare ciascuno la nostra parte, perché siamo sempre chiamati a essere testimoni del Dio della vita. Anzitutto, una preghiera sincera, cristianamente solidale con le vittime e i loro famigliari. Poi una condivisione di beni concreta e generosa.
Anche i filippini si stanno dando da fare con grande impegno. Sabato 16 novembre a Metro Manila - con più di dodici milioni di abitanti - il cardinale Tagle ha dichiarato un giorno di digiuno totale, che si è trasformato in un'enorme colletta di solidarietà.
Anche noi saveriani, comprese le nostre due parrocchie abitate in maggioranza da gente molto povera, abbiamo cancellato la festa per la professione religiosa del giovane saveriano indonesiano Hery. Nel nostro piccolo, abbiamo devoluto la somma corrispondente in aiuto alle vittime.
E così molte altre iniziative: nelle chiese, nei luoghi di lavoro e nelle fabbriche, nelle banche e nelle scuole e dovunque... La famosa capacità di resistenza del popolo filippino è stata messa ancora a dura prova, questa volta davvero a un livello totalmente inimmaginabile.
E qui la speranza non muore proprio mai. In prima pagina del giornale nazionale appare la fotografia di una bambina nata tra le macerie; in un'altra foto, tra gli sfollati privi di tutto che aspettano di essere evacuati dall'aeroporto di Tacloban, una giovane mamma tiene in braccio la statua della Madonna di Lourdes. Più che sufficiente - per molti di loro - per ricominciare ad affrontare "il tifone" quotidiano della vita. Aiutiamoli e ricordiamoli nella preghiera!
p. Eugenio Pulcini, sx - Manila.








