Padre Gianni Lazzari: morire sorridendo
"Sofferente e sorridente", padre Gianni Lazzari ci ha lasciati il 27 gennaio, vinto dal tumore con cui ha lottato per oltre sei anni, vivendo pienamente la missione fino alla fine. Era nato a Cremona nel luglio del 1940. A 19 anni decide di lasciare la famiglia e il lavoro di falegname per diventare missionario, riprendendo gli studi dalle classi medie, al liceo e alla teologia, diventando sacerdote il 12 ottobre 1969. Era una persona seria, piacevole e laboriosa; anche nella vita religiosa e missionaria, era attirato dai lavori pratici, specialmente del falegname e dell'infermiere, che svolgeva con competenza e spirito di servizio.
Dal 1971 al 2005, padre Gianni ha speso la sua vita in Indonesia, prima nelle isole Mentawai, dove avevano predicato il vangelo e testimoniato l'amore cristiano i due fratelli cremonesi p. Pietro e p. Angelo Calvi; poi nell'isola di Sumatra, impegnato nella pastorale e nel benessere della popolazione.
Gli ultimi tre anni, a Jakarta, si era preso cura specialmente dei tanti poveri e indigenti. "Un mondo migliore si costruisce prima di tutto rinunciando personalmente al superfluo e concretizzando in se stessi quello che vorremmo predicare agli altri", così pensava padre Gianni; e così viveva, con piena coerenza.
Nella sua stanza, oltre allo scaffale delle medicine e al bel Crocifisso, aveva una grande foto della sua famiglia: "Così li ho tutti qui con me", mi confidava la vigilia di Natale quando sono andato a visitarlo e fargli gli auguri. Il corpo, quasi involontariamente, si contorceva sulla poltrona, ma il volto e gli occhi portavano ancora quel suo inestinguibile sorriso.
Grazie a Dio per questo confratello, santificato dalla sua grazia missionaria.








