Padre Bardelli, il piacentino
Devo presentarvi un saveriano che non vuole presentarsi al pubblico. Lo faccio con poche parole, anche perché lui alle parole preferisce i fatti.
Piacentino del 1937, saveriano dal 1962, prete dal 1965, p. Giuseppe Bardelli è stato il "grande economo" in casa madredei saveriani a Parma. Poi è stato rettore della comunità di San Pietro in Vincoli a Ravenna, dove mons. Conforti era stato arcivescovo.
Il Conforti vi era giunto di notte, in treno e alla chetichella, il giorno prima dell'arrivo ufficiale, per evitare le contestazioni degli anticlericali... mangiapreti! Erano tempi difficili, anche per un vescovo santo! Dopo due anni, problemi di salute l'avevano costretto a dare le dimissioni e tornarsene a Parma, dove è stato vescovo amato e apprezzato da tutti.
Ebbene, padre Bardelli è riuscito a riportare le reliquie del beato Conforti proprio lì, in quella diocesi che gli era stata descritta con queste parole: "Ravenna è la tua Cina!". Ma questa volta è stato un vero tripudio: le folle, le autorità religiose e civili lo hanno accolto in trionfo.
Chissà che padre Bardelli non riesca a rimettere in moto quelle stesse reliquie, questa volta in direzione della terra marchigiana, dove il Conforti stesso, nell'ottobre del 1925, aveva aperto la seconda "filiale" dell'istituto saveriano a Poggio San Marcello (diocesi di Jesi), nella casa donata da mons. Costantino Bramati.
Un dettaglio è bene sapere di p. Bardelli: è un divoratore di gelati! Nelle Marche, potrebbe scoprire qualche gusto tipico, non so... il gelato al carciofo!








