Nel cuore della vita saveriana
Tanti amici saveriani e non solo, da vari anni, mi chiedevano: “Paolo, siete mai stati a Parma, in Casa Madre?”. Ebbene, il 12 settembre, giorno del nostro 46° anniversario di matrimonio, abbiamo colmato questa lacuna. Che gran regalo la calorosa accoglienza ricevuta! Avevo chiesto a p. Mario Gallia, se c’era questa possibilità e l’obiettivo è diventato realtà.
Da 32 anni frequento i missionari saveriani di Salerno, molti dei quali, in questi anni, sono arrivati e ripartiti per terre lontane. Ne ho conosciuti diversi per carattere e nazionalità, ma tutti con lo stesso ideale: portare in ogni angolo della terra la Parola di Dio. E non credo sia una vocazione solo per fare qualcosa per gli altri, perché occorre coraggio, fede e determinazione. Lasciare tutto per il vangelo, non è da tutti!
A Parma, abbiamo vissuto due giorni con i missionari ed è stato per noi un ulteriore arricchimento, proprio grazie alla gratuità nel servizio. Infatti, a tavola, mentre si consumavano i pasti, molti di loro servivano e sparecchiavano i tavoli con uno spirito di fraternità coinvolgente ed edificante!
Questo servizio ricordava le parole di Gesù quando, rivolgendosi ai suoi apostoli, raccomandava: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti” (Mc 9, 35-36). La struttura della casa Madre, inoltre, è molto più grande che quella di Salerno, ma le modalità della preghiera e dell’accoglienza sono identiche. Ogni giorno si celebrano tre Eucarestie, una al quarto piano, dove si trovano i saveriani malati. Poi, in orari diversi, se ne celebra una nel Santuario Conforti e l’altra nella Cappella della casa. Ed è proprio in quest’ultima che, partecipando alle Lodi del mattino e all’Eucarestia delle 7.15, mi ha colpito molto un saveriano anziano che, nell’atto della consacrazione, alzava la sua mano tremante, nell’intento di partecipare a quel momento così coinvolgente. È stato tutto veramente bello ed edificante!
Per questo, desidero ringraziare molto tutti i saveriani di Parma, in particolare il rettore p. Gabriele Cimarelli per la generosa e fraterna accoglienza che ci ha riservato. Ringraziamo, inoltre, p. Osvaldo Torresani, che ci ha fatto da guida nei luoghi più belli della città. Non poteva mancare altresì la preghiera nel Santuario davanti alle spoglie del Fondatore, che abbiamo visitato per la prima volta. Abbiamo ammirato con interesse, il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, grazie a p. Alfredo Turco. Infine, abbiamo incontrato con molto piacere alcuni missionari che sono stati per anni a Salerno, tra i quali p. Silvano Zordanello e fr. Renato Atzori. Un sentito e riconoscente “grazie” a tutti i saveriani!







