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MISSIONI NOTIZIE

Nel mirino!

Siria: ucciso un gesuita. Il gesuita olandese p. Frans Van der Lugt è stato rapito da uomini armati che lo hanno picchiato e poi ucciso ad Homs, davanti alla residenza dei gesuiti. Viveva in Siria dal 1966, era anche psicoterapeuta e molto impegnato nel dialogo interreligioso. Negli anni ‘80 aveva avviato il progetto “La terra”, un centro che ospita ragazzi con handicap mentale. Negli ultimi tre anni di guerra ha vissuto in un monastero nella città vecchia, dove si trovavano i civili assediati dall’esercito regolare, denunciando la mancanza di medicinali, viveri e aiuti.

Padre Lazzaro, martire della carità. “Un martire discreto e riservato della carità”, così mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano allo Jonio, ha definito p. Lazzaro Longobardi (nella foto di M. Guarino), parroco di san Raffaele Arcangelo a Sibari, ucciso il 3 marzo vicino a casa.

Era stimato e benvoluto dall’intera comunità parrocchiale, in favore della quale s’era impegnato nella promozione del vangelo, a fianco dei giovani, degli ultimi ed emarginati.

Nicaragua: parroco ucciso. Padre Juan Francisco Blandon Meza, parroco dell'Immacolata Concezione di Maria, è stato ucciso da uno squilibrato il 6 aprile a Wiwilí, dipartimento di Jinotega. Era conosciuto per il suo impegno con i gruppi sociali e per la difesa dei diritti umani. Sacerdote carismatico, socievole e allegro, ispirava i giovani a seguire Gesù. Ha motivato molti laici a credere e a lottare per il rispetto della dignità della persona umana, per il bene comune e per la solidarietà verso il prossimo.

Camerun: rapimento e silenzio. Due sacerdoti vicentini fidei donum, don Gianantonio Allegri e don Giampaolo Marta, e una suora canadese di 80 anni, sono stati rapiti tra il 4 e il 5 aprile a Maroua-Mokolo, nel nord del Camerun. Sembra che i sequestratori appartengano alla setta islamista nigeriana Boko Haram. I due sacerdoti lavoravano nelle parrocchie di Tchere e Loulou, in un’area da tempo al centro di un vasto traffico di esseri umani.

I saveriani seguono con apprensione l’evoluzione della vicenda e si sentono vicini alla diocesi di Vicenza, terra fertile di missionari.

Premi… asiatici

Padre Paggi e i Dalit. Un meritato premio simbolico è stato conferito al saveriano p. Luigi Paggi (nella foto sopra), in occasione della Giornata per l'eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo). Questo appuntamento assume in Bangladesh particolare significato per le minoranze più svantaggiate, ovvero i dalit.

Padre Paggi, prima di dedicarsi ai tribali “Munda”, era stato per 20 anni a Chuknagar, tra i fuori casta che appartengono alla bistrattata minoranza dalit. Il 21 marzo 2014, p. Luigi è tornato a Chuknagar invitato dai "suoi" Dalit che hanno organizzato un pacifico corteo e un convegno, conferendogli il meritato premio simbolico.

Filippine: il dialogo con “Silsilah”. Il movimento per il dialogo islamo-cristiano “Silsilah”, avviato nelle Filippine Sud dal missionario del Pime p. Sebastiano D’Ambra, ha vinto il primo premio della “Settimana mondiale dell’armonia interreligiosa 2014” che è stato consegnato da re Abdullah II di Giordania. Il riconoscimento è assegnato da un prestigioso istituto di studi islamici che segnala e promuove le iniziative di dialogo interreligioso nel mondo. Il movimento Silsilah sviluppa il dialogo tra le diverse religioni per costruire la pace nel mondo.

Una storia speciale

Sierra Leone: l’ex presidente.Un gigante della democrazia e della pace”, il presidente Koroma ha descritto così il suo predecessore Ahmed Tejan Kabbah, morto a Freetown il 13 marzo 2014 a 82 anni. Kabbah è stato il terzo presidente della Sierra Leone. Ha guidato la nazione dal 1996 al 2007. Si era proposto alcuni obiettivi ben chiari: assicurare il benessere della gente, sviluppare le potenzialità, costruire la coesione nazionale

Il suo programma fu interrotto da una guerra civile brutale. Con l’aiuto delle Nazioni Unite, della Gran Bretagna e del Consiglio interreligioso della Sierra Leone, Kabbah ha lavorato per la fine della guerra e la riconciliazione nazionale.

A chi lo accusava di aver concesso troppo ai ribelli, rispose presentandosi con una bambina di tre anni, a cui avevano tagliato le mani e disse: “Lo faccio per questa bambina e perché mai più succeda ad altre la stessa cosa”.

Istituì la Commissione verità e riconciliazione, il Tribunale speciale per i crimini di guerra e la Commissione anticorruzione. Sul piano religioso mantenne il clima di tolleranza e collaborazione. Era un musulmano fervente, sposato con una cattolica praticante (mons. Giorgio Biguzzi, sx).



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