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Pace con le cose: Non facciamoci consumare!

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Un grave fenomeno oggi colpisce le nostre società, le nostre case: il boom del possesso, la sete di accumulo, di avere tanto, di possedere sempre di più! Il fenomeno investe tutte le fasce d'età, anche i più piccoli. È il fenomeno del consumismo.

È facile pensare: "ognuno è libero di comprare ciò che gli pare e piace...". E invece no! Non si tratta di un semplice "atto individuale" di libertà. È una questione che coinvolge tutta l'umanità.

Per "essere alla moda"...

Partiamo dalle piccole cose. Ad esempio, la moda. Il mondo giovanile è preoccupato di "essere alla moda", di seguire cioè il clichè che la società degli slogan pubblicitari propone come modello e perfezione. La società consumistica svuota il giovane della propria personalità e del proprio stile, e lo porta a comportarsi come "uno tra i tanti". Toglie al giovane quella unicità che lo contraddistingue dagli altri e lo incorpora nell'azienda del consumo, allineandolo: o segui il "modello" proposto o sei fuori dalla cerchia, non sei "dei nostri", sei fuori dal mondo, uno che non conta.

Lo stesso avviene nel mondo degli adulti, nel mondo del lavoro. La macchina consumistica detta all'uomo e alla donna il programma di vita: se vuoi vivere, se vuoi "essere qualcuno", "uno che conta"..., devi eseguire certe pratiche di vita. Così l'uomo e la donna diventano macchine che guadagnano per produrre consumo. Una macchina che non si ferma, perché bramosa di accumulare per vivere i fine-settimana nella "spiritualità frustrante" di quelle imponenti cattedrali che sono i centri commerciali.

La cosa più importante per noi

Contemporaneamente, uomo e donna vengono svuotati della loro cosa più importante: l'umanità. Ci chiudiamo in noi stessi, e non ci rendiamo conto che i figli vorrebbero stare e giocare con noi; non abbiamo tempo da ...perdere in famiglia. Dobbiamo correre, consumare, consumarci... L'idolo del consumismo, che ci siamo costruiti, contagia tutti e si allarga fino a contagiare il mondo intero.

Svuotiamo le tasche e riempiamo le case di cose più o meno inutili; ma non di persone e di affetti. E questo mondo, di cui siamo parte, ci acceca di fronte alle necessità di una buona fetta dell'umanità, che diventa vittima dei nostri capricci. Già questo ci macchia di una grave colpa: il peccato dell'indifferenza e della non curanza dell'altro.

Altre gravi malattie

Il virus del consumismo genera anche altre gravi malattie, come lo sfruttamento del lavoro e lo sfruttamento del sesso. Sono milioni le persone - uomini e donne, extra-comunitari e comunitari, e perfino i minorenni - che vengono "sfruttate" nel lavoro, sotto-pagate, non messe a norma o tenute "clandestine". Il più delle volte lo sfruttamento avviene per un guadagno maggiore o per evadere le tasse.

Lo sfruttamento sessuale, poi, è il massimo prodotto della macchina consumistica: quante donne e bambine vengono adescate e sbattute sui marciapiedi, a vendere all'asta il corpo e l'amore, come fossero giocattoli senz'anima!

Possiamo davvero pensare che il consumismo sia solo una semplice questione di... libertà individuale? Una semplice questione di "chi può" permetterselo?



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