P. Uccelli - Una fiaccola sugli spalti
47 anniversario del servo di Dio p. Pietro Uccelli
Sono trascorsi 47 anni da quel tardo vespro di fine ottobre 1954. Rientravo da una escursione missionaria in quel di Chiampo; sul portone d'entrata mi sorprende il suono della campana, fuori orario. Intuisco: da giorni p. Uccelli è molto grave. Salgo a salti le scale fino alla camera dell'infermo. Il Superiore, p. Zotti, è chino, sciolto in lacrime accanto al morente. Colgo gli ultimi sussulti, leggeri come un soffio: il commiato, e il servo di Dio è già entrato nel Regno.
Dopo mezzo secolo la fiaccola è ancora accesa: lo afferma la decina di album ripieni di suppliche, di grazie ricevute, di firme, susseguitesi senza sosta là dove p. Uccelli riposa. Hanno avuto voce le imprevedibili testimonianze affluite al Tribunale ecclesiastico, dopo l'apertura del Processo diocesano per la causa di beatificazione, avvenuta a Vicenza il 3 dicembre 1997 e solennemente chiuso - non a caso nella festività di s. Giuseppe, il 19 marzo 2001.
Presiedeva all'apertura e alla chiusura del processo il vescovo mons. Pietro Nonis, con larga rappresentanza di sacerdoti, di Saveriani con i testimoni in prima fila e gli amici, i devoti accorsi (circa 400 persone). Si spalancarono i locali della nuova sede dei missionari Saveriani, gli ampi saloni, cogliendo la migliore occasione per l'inaugurazione della nostra Casa.
Ora le più di duemila cartelle di esposizioni e gli atti, vidimati dal tribunale diocesano, attendono a Roma che sotto Giovanni Paolo II - almeno per i candidati agli altari - pare non sia più eterna. In questo clima p. Gianni Viola, vice Postulatore della causa, attorniato dai confratelli della Casa, presiede la celebrazione di anniversario, presso la tomba del Servo di Dio. Il saccello di viale Trento, limitato nella capienza, è stipato dai più affezionati; seguono la parola fluida di p. Gianni:
"Quanti hanno supplicato dal venerato padre un miracolo. E perché il Signore non accondiscende sempre? Non vuole bene a tutti? Agli accenti di fede Dio accorda sempre lo Spirito Santo, attento al miglior bene di chi invoca. Le testimonianze unanimi narrano più spesso di grazie ricevute e non richieste: le grazie dello spirito".
Padre Gianni poi indugia su un intervento straordinario di p. Uccelli. Una famiglia di Torino si trovava in auto in montagna, in una notte da lupi; incappano in uno scontro frontale; la loro ragazzina è gravissima; è un affannarsi all'ospedale, in coma; segue un'operazione multipla, estenuante. Infine, giunta a casa, risulta che una gamba è rimasta più corta. In seguito la giovinetta non si rassegna alla sventura. Presa una immagine di p. Uccelli, scongiura:
"Perché il Signore non mi fa la grazia? Basta una parola, intercedi tu". Un dolore fortissimo l'assale; cade, grida alla mamma che accorre. Incredibile: l'arto si era allungato al naturale. Al termine della funzione si fa ressa presso il sarcofago, quasi ad accertarsi della magia benefica: una mano ad accarezzare la pietra, e le labbra a mormorare una intenzione, un saluto.







