P. Spagnolo: Il suo grande amore per saveriani e saveriane
Tema del "Paginone" di questo numero: "L'avventura della fede: P. Giacomo Spagnolo"
Venticinque anni fa, il 22 marzo 1978, moriva a Parma il saveriano p. Giacomo Spagnolo, fondatore, insieme a madre Celestina Bòttego, delle missionarie saveriane.
Al suo funerale, mons. Gianni Gazza, il vescovo che era stato superiore generale dei saveriani subito dopo il Concilio, così testimoniò di lui:
"P. Spagnolo ha avuto due grandi amori che hanno costituito la ragione della sua vita: l'Istituto missionario saveriano e l'Istituto delle missionarie di Maria. Del primo è stato membro esemplare, sia come semplice saveriano che nelle più alte responsabilità nella direzione dell'Istituto. Del secondo è stato fondatore e padre. Questi due amori, a volte, hanno comportato impegni che, per cause esterne, venivano in concorrenza fra di loro.
P. Spagnolo ha sofferto, nel profondo dell'animo, questa duplice tensione. Ma l'ha sofferta e vissuta con una disponibilità assoluta, di tipo eucaristico. Quello che più gli premeva era l'esigenza di trovarsi sempre dentro il disegno di Dio… Il suo supremo interesse era solo la volontà di Dio".
Nel diario, il 5 dicembre 1945, p. Giacomo scrive:
"Signore, voglio rendere testimonianza alla tua misericordia infinita. Sono peccatore, misero, indegno, ma sono certo che tu mi farai santo, non solo, ma padre di tante anime sante. Anzi, quanto maggiori saranno queste mie indegnità tanto maggiormente io so che devo rafforzare questa mia certezza, perché questo torna di grande gradimento alla tua bontà e di lode alla tua infinita misericordia".








