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P. Silvio Turazzi, cielo e terra uniti

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È ora di “coltivare il campo” di p. Silvio, di portare avanti le sue idee. Abbiamo tante strade aperte che possiamo seguire, ad esempio facendo conoscere il Congo, scambiandoci informazioni ed articoli ‘veri’, sostenendo le associazioni Muungano e Chiama l’Africa, realtà da lui fondate che tanto amava. Come sarebbe bello avere la foto di un “piccolo Silvio” adottato a distanza o la borsa di studio per uno studente o il progetto di un ‘Silvio carcerato’, sostenendo un detenuto e le attività del carcere di Goma, o impegnandoci per un pasto o un farmaco per il Centro di Sanità, o promuovendo il mercatino di Vicomero e tanto altro! Il campo di Silvio, arato, zappato e concimato, è multiforme! Direttivo di Chiama l’Africa

È attorno a p. Silvio che si è espressa l’inquietudine che prendeva noi missionari e missionarie di fronte al dramma della guerra in Congo dal 1996. Finché ha potuto, e cioè per tanti anni, ha viaggiato e incontrato persone importanti nella chiesa, nella società e nella politica per informare, chiedere un parere e un intervento. Nel contempo viveva con Muungano la solidarietà concreta e quotidiana con il popolo di Goma. E con Chiama l’Africa insieme ad Eugenio Melandri allargava il suo sguardo a tutta l’Africa per una visione nuova e positiva del continente. Accoglieva concretamente nella sua casa tanti fratelli d’Africa e non solo, permettendo loro di superare il periodo difficile dell’inserimento nel nostro Paese. Padre Silvio sapeva anche fare analisi politiche, ma la sua forza e il suo apporto fondamentale erano la compassione, il sentire l’ingiustizia delle enormi sofferenze inflitte a tante persone la cui colpa era solo quella di essere nate in una terra troppo ambita e di essere considerate materiale di scarto nel gioco della geopolitica internazionale. A volte, era destabilizzante nelle sue proposte. Tutto diventava osabile, pur di farsi solidale con questo popolo L’apporto specifico che p. Silvio ha dato a Pace per il Congo per me è stata la sua capacità di tenere sempre uniti cielo e terra. Anche nei discorsi più terreni aveva sempre chiaro il significato di questa ricerca, la connessione con la fede in Gesù fatto carne nella storia dell’umanità. Era rassicurante vedere meglio grazie a lui. P. Silvio sapeva unire alla solidarietà un senso di leggerezza, dato dalla sua intelligenza e dal suo umorismo. È andato dal suo Signore proprio mentre Goma vive una nuova fase di sofferenza. Pensarlo lassù ci rassicura. Certo si darà da fare. Immaginiamo sarà andato a trovare subito il vescovo martire Munzihirwa, per il quale desiderava tanto la beatificazione, ed Eugenio. Ricordava con un sorriso lo stupore di colui che gli aveva chiesto la prima cosa che avrebbe fatto in Paradiso. Nessuna prostrazione davanti al Signore, ma una “corsa velocissima!”. Anche questa era l’umanità di p. Silvio. Continuiamo a camminare insieme, se pur in modo nuovo.




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