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P. Raffaele Bartoletti riparte per il Brasile, Intervista

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Padre Raffaele Bartoletti è di Loretello di Arcevia (AN). Per dieci anni ha lavorato nella comunità saveriana di Ancona come economo e animatore missionario. Sta per tornare in Brasile, nella missione dell'Amazzonia.

Approfittiamo per ringraziare padre Raffaele e augurargli “Buona Missione!”, anche a nome di tutti gli amici marchigiani.

Cosa provi a ripartire?

Provo sentimenti di gioia. Io stesso ho chiesto di ripartire per la missione. Sarei andato volentieri anche in Mozambico, dato che conosco già la lingua portoghese. Ma lì vogliono missionari più giovani, capaci di imparare le lingue locali. La gente dei villaggi, infatti, non capisce il portoghese. Avrei potuto tornare nel Brasile meridionale, dove ho già lavorato, ma i superiori mi hanno proposto di andare in Amazzonia, dove ho iniziato la mia esperienza missionaria nel 1970.

Non ti dispiace lasciare parenti e amici?

Se devo dire la verità, non provo più l'illusione o l'idealismo della prima partenza. Del resto, so già cosa troverò. Mi rimane dentro un po' di apprensione perché, data la mia età, non so quello che potrò fare. Conosco bene il clima del Brasile e mi sono sempre trovato bene. Ma ora potrei trovare qualche difficoltà.

Cosa pensi dei dieci anni passati ad Ancona?

Sono rimasto volentieri in Italia. Ho potuto riorganizzare un po' la mia vita e la mia esperienza spirituale. Sono rientrato in uno schema che in missione non sempre si riesce a seguire. Infatti, quando ho accettato di venire in Italia, l'ho fatto anche per questi motivi personali. E poi, ho potuto conoscere meglio il lavoro dei saveriani in Italia.

Cosa ti è piaciuto di più?

Ho apprezzato molto il lavoro di volontariato che c'è in Italia. Tanti si prestano e si offrono per aiutare le persone in difficoltà, nel proprio paese e anche fuori. In Brasile non conoscevo questo aspetto altruistico della nostra gente. Quando sono arrivato in Italia nel 1995, era il tempo del conflitto in Bosnia. Mi ha impressionato il rapporto di solidarietà tra l'Italia e i paesi dell'est.

Vuoi lasciare un augurio?
Vorrei dire una parola di incoraggiamento a tutti coloro che lavorano, si impegnano, si danno da fare per aiutare la comunità saveriana di Ancona. Aiutare questa comunità significa partecipare al lavoro che i missionari svolgono oggi nelle Marche, e domani svolgeranno in missione, condividendo anche i loro meriti. Perciò ringrazio tutti di vero cuore, per la loro disponibilità e per l'aiuto ricevuto. Il Signore ci benedica e accompagni.


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