Incontro dopo incontro, Don Ciotti a Brescia: coraggio e speranza
Venerdì 2 dicembre, don Luigi Ciotti, presidente di "Libera", è stato ospite dei saveriani di Brescia dove ha aperto le iniziative della "Tenda della solidarietà 2011". L'incontro, seguito da un folto pubblico, aveva come tema "Tratta degli esseri umani: le nuove mafie".
Alla serata hanno partecipato anche Franco Valenti, che ha tratteggiato un quadro sull'immigrazione bresciana e lombarda, e il procuratore aggiunto Fabio Salamone, che ha spiegato come nella magistratura si osservi un'attenzione positiva e culturalmente corretta al fenomeno dell'immigrazione: "la gente, ancor più dei provvedimenti giuridici, capisce che è importante confrontarsi, cogliendo gli aspetti positivi che una cultura diversa può darci".
Lo sfruttamento culturale
Don Ciotti ha fotografato la realtà che incontra con "Libera", associazione impegnata a sollecitare nella società la lotta alle mafie e a promuovere legalità e giustizia. È partito dal traffico di organi nel nostro Paese e da "quell'intuizione che il procuratore Pace ebbe per primo, osservando una moto che trasportava disabili dall'estero e che tornava indietro senza passeggeri". Poi ha raccontato del traffico di neonati, per superare i tempi lunghi delle adozioni internazionali e della tratta a fini sessuali, i cui veri numeri restano incerti.
Don Ciotti racconta brevi, atroci storie di cui "Libera" è testimone: dalla ragazzina albanese scappata dal circuito della prostituzione, a cui per vendetta gli sfruttatori hanno sgozzato la sorella quindicenne, alle donne italiane espulse dal mercato del lavoro e costrette a prostituirsi.
"Non si può generalizzare e non si deve semplificare - dice don Ciotti - ma c'è una domanda sulle nostre strade che va indagata. Il problema sono anche i signori clienti...". Racconta poi dello sfruttamento nel lavoro e si chiede: "Chi conosce il patrimonio culturale dei giovani stranieri giunti qui da tutto il mondo e diventati vittime di sfruttamento? La maggior parte ha un diploma di scuola media, il 29% una laurea.
Abbiamo bisogno di pensiero profondo per renderci più responsabili. Ci deve essere una rivolta dentro le nostre coscienze. Il mio invito è a rafforzare la giustizia sociale e la legalità, veri presupposti per la pace, e ad avere il coraggio del dubbio. Perché la speranza non è in vendita!".








