P. Piermario Tassi, un signore! (Poggio S. Marcello-AN 3.8.1929 Parma 15.3.2020)
La saveriana Teresina Andria ricroda. “Sempre accogliente, fedele alla preghiera, p. Tassi era un vero fratello premuroso. A Bukavu, ha sempre lavorato nella contabilità e ha sofferto molto quando suo fratello, saveriano, ha lasciato la congregazione. Era orgoglioso delle sue sorelle saveriane, a cui insegnava l’italiano. Un signore, nel portamento e nei modi!”.
La consorella Jeannette Kitambala aggiunge. “Era un insegnante preciso, riservato, fine. Quando dicevamo qualcosa di sconveniente, era lui che arrossiva. L’ho incontrato di nuovo ad Ancora, in un momento delicato per la sua salute. Quando ci vedevamo, però, s’illuminava. Era fiero di noi”.
P. Gianni Pedrotti gli è riconoscente. “Grazie Piermario per la tua delicatezza. Grazie, per i pacchi natalizi e pasquali inviati in ogni missione. Grazie per avermi accolto nella tua stanza ad ascoltare insieme Tutto il calcio minuto per minuto con la tua vecchia radio che captava benissimo la trasmissione dall'Italia...
Grazie per i tuoi rapporti umani con il nostro personale di servizio, che hai continuato a ricordare e ad aiutare anche dall'Italia. Grazie dei tuoi mashauri (consigli). Hai lasciato il Congo in un momento drammatico, sotto le bombe che piovevano in casa... Ti ho rivisto quando hai lasciato Ancona per venire a Parma e quell'incontro è terminato in un pianto commosso… Ora sono finite lacrime e paure; ci sorridi. Da lassù, continua a darci i tuoi saggi consigli!”.
P. Antonio Trettel riflette. “Ho un debito particolare verso p. Piermario. Infatti, mi sono sempre sentito seguito anche da lontano dal suo sguardo benevolo, protettivo e anche un po’ orgoglioso di me… Mi considerava (a giusto titolo?) uno dei gioielli della riuscita vocazionale della casa apostolica di Ancona. Era il 1954 quando un quintetto di apostolini saliva al ginnasio superiore di Zelarino. E tutti siamo arrivati all’ordinazione presbiterale e alla missione… Merito certo anche del sostegno morale e spirituale, nascosto, di p. Piermario!”.







