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P. Gallia: Un bresciano doc tra gli Indios del Messico

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Usi e costumi del popolo Nahwas

Chi non conosce p. Mario Gallia di Marmentino? Di poche parole, ma svelte ed essenziali, come è lui che è anche peperino quanto basta per rendertelo simpatico. Nella Casa saveriana di Brescia, in Via Piamarta, s'è fatto le ossa come studente, prima, e padre 'animatore ed educatore di altri bresciani, poi. Ora da più anni è in Messico tra gli indios nello Stato di Hidalgo, sulla Sierra Madre orientale, un altopiano a 900 m., lontano 250 chilometri dall'Atlantico: zero gradi d'inverno, e caldo torrido d'estate {45°). Dirige la parrocchia di Acoyotla, diecimila abitanti; suddivisa in diciotto comunità. La più lontana è raggiungibile con una camminata di otto ore; le altre si possono raggiungere per sentieri col cavallo o con un camioncino, piuttosto malandato, che – mi ha confidato ridendo - l'ha avuto in dono nientemeno che da Noé e quindi, nell'età moderna, s'aspetta il meritato riposo della pensione; tossisce penosamente, s'inceppa e spesso si ferma, quasi a prender fiato. Naturalmente s'intuisce che la vera strada non è ancora arrivata da quelle parti. Con p. Mario ho avuto una lunga conversazione. Vi trascrivo i punti essenziali.

La situazione

Lingua nazionale è lo spagnolo, ma la gente, in maggioranza analfabeta, parla il Nahuat (la lingua degli aztechi), ed è necessario conoscerla se si vuol dialogare con il popolo. Le case sono semplici: le pareti fatte con paletti ricoperti di fango. Ora hanno fatto una timida apparizione anche lo zinco per il tetto e il cemento per i pilastri delle pareti; la scuola non è ancora un fatto quotidiano e obbligatorio. Chi può lavorare, una percentuale insignificante, percepisce 30-40 pesos giornalieri (L. 10.000).

La zona è montagnosa e il mais è il raccolto principale; l'emigrazione, specie dei giovani, è massiccia;  l'allevamento del bestiame permette di sopravvivere. La missione, per aiutare la gente, gestisce un emporio per alimenti e vestiario di prima necessità. Esiste in zona un medico, ma l'ospedale e la farmacia sono a due ore di macchina. La missione gestisce anche una specie  di farmacia-pronto soccorsoper i casi urgenti: morsicatura di serpenti, ferite, febbri.

Naturalmente nelle frequenti urgenze, giorno e notte, tocca a noi e al nostro camioncino correre all'ospedale; siamo l'unico punto di riferimento.

E l'aspetto religioso?

Ogni Comunità in questi quindici anni della nostra presenza e con l'aiuto del padre ha potuto costruire la propria chiesetta; tutta la gente è battezzata, ma fa da padrona l'ignoranza e il sincretismo. Prima che arrivassimo noi Saveriani, il sacerdote visitava le Comunità una volta all'anno; perciò è comprensibile la totale ignoranza.

Ora il missionario vi arriva ogni quindici giorni; è rappresentato in luogo dai catechisti che seguono il cammino di preparazione ai sacramenti. Per loro organizziamo mensilmente incontri formativi.

Ci sono momenti forti nella vita degli indios?

Sono le feste. La Guadalupa - 12 dicembre - ha una novena di preparazione. Ogni giorno, al calar del sole, si porta la statua della Madonna di Guadalupe in processione, di casa in casa. C'è l'accompagnamento dei musicanti e gruppi danzanti; generalmente fa freddo e piove o nevica, e si passa per sentieri fangosi. Ma la gente accompagna con candele e canta. La notte del 12 la gente si ferma in chiesa per diverse ore.

Il Natale: il 16 dicembre incomincia la novena, "las posadas"; accompagniamo Maria e Giuseppe spiritualmente net . loro viaggio verso Betlemme; le due statue vanno in case preavvertite a chiedere ospitalità. In novembre, mese dei morti c'è la festa di Xantolo. È credenza popolare che in quel mese i morti ritornino alle loro case per una visitina.

In casa si prepara un tavolo infiorato con al centro cibi e bevande gradite ai defunti, con cioccolatini e dolci per i bambini; si infiorano anche i sentieri che portano alla casa. Il tutto verrà consumato insieme, accanto alle tombe dei cari estinti. Trovandoci tra contadini, numerose sono le feste di ringraziamento, propiziazione e novene contro la siccità e le calamità naturali di ogni genere.

Di grande rilievo è la festa di s. Isidoro, patrono dei contadini, e di s. Antonio Abate con la benedizione scrupolosa di tutti gli animali.

Progetti?

Potenziare la catechesi con nuovo materiale, aiutare la gente con il nostro emporio e pronto soccorso, e, se la Provvidenza ci aiuterà, essere presenti e disponibili per tutte le emergenze.



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