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Una devozione universale

Iniziando questa riflessione sul mese di maggio dedicato in tutto il mondo alla devozione mariana, vorrei citare un profondo pensiero al riguardo del card. Martini, scritto nella Lettera Pastorale, La Madonna del sabato santo.

Scrive il cardinale: “La forza dello Spireito, presente in te Maria fin dall’inizio ti ha sorretto nel momento del buio e dell’apparente sconfitta del tuo Gesù. Tu ci insegni così a credere anche nelle notti della fede, a celebrare la gloria dell’Altissimo nell’esperienza dell’abbandono, a proclamare il primato di Dio e ad amarlo nei suoi silenzi e nelle apparenti sconfitte”.

Sappiamo che ogni anno a maggio assieme al tempo migliore, al risveglio della natura, ritorna anche la bella consuetudine di venerare la madre di Dio, con la recita del santo rosario, con ornamenti delle statue, con florilegi e processioni. Chi come noi missionari ha vissuto e condiviso la vita e la religiosità di altri popoli, può testimoniare come la devozione a Maria Santissima sia diffusa in tutti i popoli dove è arrivato il cristianesimo.

Naturalmente ogni popolo esprime questa venerazione alla madre di Dio con atteggiamenti e caratteristiche legate alla religiosità, alla cultura, alla sensibilità e persino al clima del proprio Paese. Sappiamo per esempio che nelle zone montagnose le feste mariane sono celebrate soprattutto nel periodo estivo, quando la stagione favorisce il ritrovarsi all'aria aperta, la presenza dei parenti, lo svolgimento delle processioni.

La devozione a Maria dei latino-americani

Questa che potremmo chiamare anche “religiosità popolare” in onore di Maria, l’ho constatata pure io nei vent’anni di vita missionaria nelle varie regioni dell’immenso Brasile. La devozione alla madre di Dio fu inculcata dai primi missionari portoghesi che approdarono nella “terra del caffè”, il Brasile, e questa semente della devozione a Maria fu accolta con gioia ed entusiasmo. E se così possiamo dire, la Madonna apprezzò la sensibilità dei latino-americani, tanto che apparve diverse volte in differenti regioni, confermando con molti miracoli le sue apparizioni in luoghi poveri, assumendo persino gli abiti e il colore della pelle degli indigeni.

Basti ricordare la Madonna di Guadalupe, apparsa in Messico al contadino Juan Diego nel 1531, che lo mandò dal vescovo della città per sollecitarlo a costruire un tempio. Qui avrebbe ascoltato i lamenti e asciugato le lacrime degli oppressi, manifestandosi a tutti come tenerissima madre.

Maria lasciò come ricordo dell'apparizione, la propria immagine stampata sul mantello di Diego, e fece sbocciare delle rose profumate davanti al prelato della città. Essendo Maria una madre, essa si avvicina al povero, al disperato e diventa per lui motivo di speranza. Sappiamo che durante la crudele persecuzione in Messico fu colei che sostenne e diede speranza anche nei momenti più burrascosi.

Ricordiamo anche la Madonna Aparecida, che pure apparve vicino alla città di Sao Paulo del Brasile nel 1717 a tre pescatori del Rio Paraiba. Uno dei tre, Filippo Pedroso portò a casa la statuetta conservandola con venerazione. Dopo un po' di tempo il pescatore la donò al figlio Atanasio che avendo costruito una piccola cappella riuniva là i contadini per la recita del santo rosario. I visitatori cominciarono a ricevere molte grazie.

Così più avanti costruirono una cappella maggiore, che fu sempre aumentata, fino al 1980, quando Papa Giovanni Paolo II consacrò l'attuale grandiosa basilica dedicata a Nossa Senhora Aparecida, patrona del Brasile. Non c'è brasiliano che non rispetti e che non veneri la Madonna dei pescatori.

Mi piace ricordare tra le tante la Madonna di Nazaret, apparsa a Belém nel 1500, ad un pescatore mentre pescava nel fiume. Quel povero uomo portò la statuetta nella sua barca, ma con grande sorpresa la ritrovò di nuovo vicino al fiume dove l'aveva pescata. Avendo il pescatore intuito la volontà della santa Vergine, costruì in quel luogo una chiesetta, che fu ricostruita più volte fino al periodo d'oro dell'estrazione della borracha (gomma) quando fu edificato il bellissimo santuario che si può ammirare oggi al centro della città di Belém.

La devozione alla vergine di Nazaret raggiunse il suo apice nella seconda domenica di ottobre, quando nella solenne processione i romeiros (pellegrini) che a volte superano il milione, accompagnano con devozione la miracolosa statuetta per le vie della città. In onore a Maria di Nazaret, molte donne, molte barche, molte chiese portano il nome della santa. Nelle parrocchie durante il mese di maggio la statua della Madonna visita ogni sera una famiglia, dove i vicini del rione si riuniscono numerosi, bambini compresi, per pregare e venerare la madre di Dio.

Quali motivi della devozione a Maria

Sappiamo dal Vangelo come la Famiglia di Nazaret fu caratterizzata dal "nomadismo", causato dalla povertà della Sacra Famiglia, dalla missione del Messia Gesù, nonché dalla cattiveria dei governanti del tempo, vedi la "Strage degli innocenti".

Un elemento significativo che ha caratterizzato in particolare la famiglia africana importata dal Brasile è stata la mobilità, provvisorietà; infatti essendo gli schiavi venduti alla stregua del bestiame, non sempre la famiglia era venduta allo stesso mercante. Così accadeva che il padre era venduto ad un fazendeiro e la moglie ad un altro assieme ai figli, praticamente chi assumeva la responsabilità di far crescere ed educare i figli era la mamma, che spesso doveva aggiungere ai suoi, anche i figli avuti dal padrone.

Da questi dettagli possiamo anche capire l'attenzione e la devozione legate alla comunità, alla vita religiosa e affettiva, aspetti che erano in rapporto sia alla religiosità che alla maternità, e quindi in stretto rapporto con la donna, la madre e la procreazione.

Se capiamo e accettiamo questi aspetti culturali, allora capiremo più facilmente il ruolo e l'importanza della presenza della madre di Dio, la Madonna di Guadalupe, quella Aparecida, quella di Nazaret, non solo nella vita dei brasiliani, ma in tutte le nazioni Latinoamericane, nelle comunità cristiane, nelle famiglie di questo grande Continente.

Concludendo questa mia riflessione posso confermare che la Madonna appare per il nostro popolo come la proiezione, il modello, la protettrice in particolare della donna latino-americana, chiamata da Dio a svolgere la missione di trasmettere e proteggere la vita nell'amore. Il card. Martini ci ricorda come "la forza dello Spirito presente in te Maria, fin dall'inizio, ti ha sorretto nel momento del buio".

Realizzando la sua importante vocazione nella incomprensione e nella sofferenza e molte volte nella solitudine più profonda, anche la donna, la mamma india, o mulatta, assieme a tutte le mamme del mondo, sente che sta rivivendo la materna esperienza della Beata Vergine, quella di trasmettere e credere alla vita solamente per fede e per puro amore.



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