P. Facchetti e il Mozambico
Durante il suo soggiorno in Italia, prima di tornare in Mozambico, è venuto a trovarci p. Andrea Facchetti di Viadana (MN). È particolarmente legato alla comunità saveriana di Desio, perché all’inizio della sua vocazione missionaria è stato qui due anni per frequentare i corsi di Filosofia nel vicino Seminario diocesano di Seveso.
“Siamo stati l’ultimo gruppo un po’ consistente di vocazioni adulte passate a Desio”, ricorda. Poi, è stato a Parma per lo studio della Teologia e, subito dopo l’ordinazione presbiterale (2012), è partito per il Mozambico. Ci ha parlato del suo lavoro missionario. Da due anni è parroco nella missione di Charre. Insieme ad un confratello saveriano camerunese, guidano il cammino di quaranta comunità cristiane di due parrocchie, in un’area lunga 200 chilometri, tra il fiume Zambesi e il confine con il Malawi, con 180mila abitanti, di cui quasi il 20% è cristiano. È un’area agricola, in un contesto di primo annuncio. Una delle due parrocchie, creata lo scorso anno, è la prima chiesa in Mozambico dedicata a San Guido Maria Conforti. I Saveriani riescono ad andare in ciascuna comunità non più di due volte l’anno. La preoccupazione principale è la formazione dei responsabili delle comunità. Nelle parrocchie si tengono due assemblee annuali, con una sessantina di partecipanti in ognuna, per programmare insieme i due semestri. La gente è povera, semplice, con un grande amore per la Chiesa.
Quindici anni fa, i Saveriani (con p. Bruno Boschetti) hanno costruito una scuola secondaria. È stata consegnata allo Stato, ma ora gestiscono un convitto che accoglie 70 ragazzi di famiglie povere, che abitano lontano dalla scuola. È un progetto che riusciamo a mandare avanti grazie all’aiuto di tanti amici. Gli ultimi anni sono trascorsi spesso con problemi, prima l’alluvione, poi quest’anno la siccità.
La Chiesa del Mozambico è in crescita, il clero locale è in espansione, con vari seminaristi diocesani. C’è libertà di azione. I Saveriani sono presenti in quattro comunità. “Dovremmo essere dodici, ma attualmente siamo soltanto otto, siamo un po’… tirati - ha spiegato p. Andrea - la nostra vita missionaria è semplice, povera, ma ricca di umanità. Il contesto è di prima evangelizzazione, come richiede la nostra vocazione; c’è una buona risposta, anche se è ancora iniziale. Tre anni fa abbiamo iniziato la formazione per giovani che vogliono essere Saveriani: tre sono già in Burundi per il Postulandato”.
Auguriamo a p. Andrea salute, gioia e una lunga continuazione nel suo lavoro missionario. Grazie per averci fatto visita e per la tua testimonianza!







