La colorata veglia missionaria
Nella chiesa del quartiere Cambonino, la serata di sabato 19 ottobre si è colorata di musica e preghiera in occasione della tradizionale Veglia missionaria, alla vigilia della Giornata missionaria mondiale. Un’occasione per testimoniare e diffondere il messaggio di impegno di alcuni missionari cremonesi: p. Andrea Facchetti, Saveriano di Viadana in Mozambico; Caterina Ardigò, di Soresina, della Rete Caschi Bianchi in Senegal; suor Giulia Fiorani, in Camerun la scorsa estate per un’esperienza di servizio. Tre storie, l’Africa come filo conduttore, il desiderio di far del bene come motore dell’impegno missionario.
Le parole del Vangelo di Matteo hanno fatto da sfondo, la musica del coro Davide della Communauté Mère du Divin Amour ha dato ritmo e sonorità alla preghiera e la veglia si è trasformata in un vero e proprio banchetto. “Da 12 anni vivo nel decimo paese più povero del mondo e sono parroco di una parrocchia che si estende per 200 chilometri - ha detto p. Andrea - ma la veglia non serve per elogiare i missionari, piuttosto ci ricorda che tutti siamo missionari, chiamati a vivere e testimoniare ciò in cui crediamo”. Padre Andrea ha sottolineato che la Chiesa in Mozambico è fondata sul lavoro dei laici. “Se qui diciamo che quando il prete non c’è tutto si ferma, là tutto va avanti proprio perché il prete non c’è quasi mai!”. E ancora: “Abbiamo avuto tanti problemi, ma non è mai mancata la speranza. Difficile sentire qualcuno lamentarsi o arrabbiato. La speranza diventa prassi di vita, la comunità si unisce per far fronte comune alle difficoltà”.
“In Senegal lavoro in un centro gestito da Caritas Dakar che accoglie i migranti. Li ascoltiamo, capiamo i problemi e cerchiamo di risolverli con gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione”, ha detto Caterina Ardigò. Dakar è un crocevia di storie diverse, tragicamente segnate dalla sofferenza.
Nella sua testimonianza, suor Giulia ha dato voce alle quattro ragazze che l’hanno accompagnata in Camerun: “Martina ha riconosciuto nelle piccole cose il tutti di cui parla il Papa. Chiara ha ritrovato lo stesso tutti in una donna malata di lebbra. Il tutti, l’altra Martina, l’ha ritrovato in Stefan, che prima di andare le ha chiesto di salutargli la sua famiglia. Giulia ha visto nei bambini del villaggio il tutti, figli dell’intero villaggio, speranza e ricchezza del Paese. Queste ragazze sono per me il tutti che ho trovato in Camerun e lì ho trovato anche il mio posto...”.
Alla fine della veglia, i tre missionari hanno distribuito ai presenti un pezzo di pane. Al suo interno il messaggio di quel tutti che non lascia indietro nessuno, che non si dimentica di chi ha bisogno, ma che al contrario lo aiuta e lo custodisce.
Il coro Davide ha omaggiato il vescovo con due regali: un grande rosario fatto a mano e un tessuto, cucito dalla comunità della Costa d’Avorio, con ricamato il logo della comunità cremonese (www.diocesidicremona).







