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Una sessione del processo di beatificazione dei missionari uccisi in Congo il 28 novembre 1964, si è svolta nella casa di Alzano Lombardo il 20 e 21 marzo.

Iniziato in Congo, luogo del loro martirio, ha necessariamente dovuto tenere altre sessioni “rogatorie” in Italia, nelle località dove i martiri hanno le loro radici familiari e di formazione. Infatti, ci sono ancora persone che li hanno conosciuti, che hanno raccolto l’eco delle loro gesta o che hanno posto dei simboli per ricordare il sacrificio della loro vita, spezzata dalla morte violenta.

Quei segni a Cornale…

Nella casa saveriana di Alzano, sede temporanea del processo, 13 testimoni hanno raccontato ciò che conoscevano della vita di p. Luigi Carrara, originario di Cornale di Pradalunga. Anche la sua comunità di origine ha conservato segni evidenti della stima che riserva al proprio concittadino, morto in Congo quasi 53 anni fa. Un via, quella che fiancheggia la chiesa parrocchiale, è dedicata a lui. Di fronte alla chiesa, un monumento lo rende presente nella vita della comunità cristiana di Cornale. Un magnifico quadro richiama la sua figura alla società civica nel comune di Pradalunga. Tanti altri segni lo ricordano nella vita di tutti i giorni, tramite pubblicazioni e riproduzioni iconiche.

Testimoni-martiri di Cristo

Restiamo in attesa che il processo canonico si chiuda nella RD del Congo e che gli atti siano presentati alla congregazione vaticana che presiede le cause dei santi.

A noi resta l’impegno della preghiera, perché queste testimonianze, raccolte da vari personaggi in giro per il mondo, facciano risplendere l’esempio dei nostri confratelli testimoni-martiri di Cristo, sacrificati durante la rivoluzione violenta degli anni sessanta in Congo.



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