“Ora sono felice...”, Un ricordo di Anna Tirloni
Queste le sue ultime parole: “Ora sono pienamente felice. Non mi resta che fare una morte santa. Vi ricorderò tutti e pregherò per voi”. Ha perdonato e ha chiesto perdono a tutti. Poi, con un lieve sospiro e un'espressione soave sul volto, mamma Anna ha consegnato al Padre il suo spirito. Era il pomeriggio di venerdì 23 dicembre. Aveva compiuto 94 anni il 26 luglio scorso.
A vent'anni si era sposata con Pietro, che è morto nel 1979. Con il suo appoggio, si era dedicata completamente alla famiglia, affrontando le inevitabili difficoltà che la vita non risparmia a nessuno, specialmente nel periodo di guerra. Aveva una fede semplice e profonda e un grande amore a Cristo Crocifisso. Era dotata di un temperamento forte e allegro, sostenuto dalla Messa e Comunione quotidiana.
“Li amo tutti come figli”
Dei sette figli io ero il primogenito. Era entusiasta delle missioni e dei missionari. Per dieci anni è andata a fare la cuoca degli studenti teologi a Locasca, durante le vacanze estive. Diceva di amare i giovani teologi come se fossero tutti suoi figli. A me è sempre stata vicina, incoraggiandomi nei momenti di crisi e lasciandomi la piena libertà di decidere sul futuro della mia vita. Mi ripeteva: “Se non te la senti di andare avanti, la porta di casa e le mie braccia sono sempre aperte per riceverti”.
Solo dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1958, mi rivelò un segreto: appena nato, mi aveva consacrato a Dio e alla Madonna, pregando perché io fossi un missionario. Dio l'ha esaudita. Devo proprio a lei se sono missionario. È la grazia più grande che ho ricevuto da Dio, dopo la vita divina che mi ha fatto suo figlio.
Missionaria con il figlio
Per ben quattro volte mia madre è venuta a trovarmi in Brasile. Era entusiasta di starmi vicina anche in missione. Tornata a casa, si dava da fare a raccogliere vestiti usati e a spedirli per aiutare i poveri. Vedendo il suo entusiasmo, qualcuno le disse: “Signora, avrebbe dovuto farsi missionaria anche lei, non solo suo figlio!”.








