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Notizie: Martiri, Taiwan, Vita contemplativa, Nepal, Brasile, Molucche

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Nell'Anno Santo uccisi tre missionari al mese

Nel 2000, Anno del grande Giubileo, sono stati uccisi trenta missionari, quasi 3 al mese. Uccisi in Africa, dove i diamanti pare valgano più della vita; in Asia, dove i fondamentalisti islamici e indù spadroneggiano; in America Latina, dove guerriglia e droga dominano tanti Paesi. Secondo dati protestanti, i martiri del 2000 (cattolici, ortodossi, protestanti) dovrebbero aggirarsi sui 165 mila. Nel decennio 1980-89 hanno perso la vita 115 missionari; negli anni 1990-2000 i morti sono stati, invece, 603. L’aumento si deve soprattutto al genocidio perpetrato in Rwanda (1994), che ha provocato 248 vittime.

Presidente di Taiwan invita il Papa

Il Presidente taiwanese Chen Shui-bian ha invitato il Papa a visitare l’isola. Lo ha fatto durante l’incontro a Taipei con il cardinale Jan Schotte, segretario generale del Sinodo dei vescovi. Il capo dello Stato ha detto al presule che spera di poter intensificare la cooperazione con il Vaticano nel campo dei diritti umani e della libertà religiosa. Ha espresso gratitudine alla Chiesa cattolica dell’isola per il suo decennale impegno nei settori della formazione scolastica, dell’assistenza medica e delle attività caritatevoli. Ha ricordato che, oltre ad aver fatto costruire 50 scuole e 15 ospedali, le organizzazioni cattoliche sono sempre state presenti in ogni angolo di Taiwan. Ha poi sottolineato la differenza tra il governo di Taipei – che sostiene la pace e la libertà religiosa – e quello di Pechino, che non tutela i diritti umani. Il cardinale Schotte ha ribadito l’interesse del Vaticano per il Governo e la popolazione di Taiwan ed ha lodato l’impegno di Taipei nel difendere i diritti umani.

La vita comtemplativa si estende nel mondo

La vita contemplativa non è più circoscritta, come per il passato, ai Paesi di antica evangelizzazione, ma sta estendendosi ad altri Paesi e ad altre Chiese. Tra le nazioni ad alto indice cattolico e maggiormente aperti alla contemplazione, vi sono l’India, le Filippine, il Brasile, il Messico, lo Sri Lanka e la Colombia. Nelle Chiese africane di recente fondazione si distinguono il Burkina Faso, il Cameroun, la Costa d’Avorio, la Nigeria, il Congo e il Kenya.

Secondo una statistica di qualche anno fa, fra gli Istituti più diffusi ci sono le Carmelitane, presenti in 12 Paesi dell’Africa, in 14 dell’Asia e in 6 dell’Oceania. Seguono le Clarisse, con 16 monasteri in Africa, 9 in Asia e 4 in Oceania. Le Benedettine hanno 10 Case in Africa, 4 in Asia e una in Oceania. Ultimamente le Clarisse hanno aperto il terzo monastero ad Hong Kong; gli altri due ospitano le Carmelitane e le Trappiste. "La testimonianza delle "Clarisse povere", con la loro umiltà e perseveranza, fa da sale evangelico in una società tutta presa dal guadagno e dal consumismo" ha affermato il vescovo ausiliare mons. Giuseppe Zin-Zi-Kiun benedicendo la nuova Comunità.

I reali del Nepal elogiano le opere cattoliche

Il re e la regina del Nepal hanno preso parte, il 3 dicembre scorso a Kathmandu, ai festeggiamenti per i 50 anni di attività dell’Istituto St. Xavier. La più antica scuola cattolica del Paese venne fondata dai Gesuiti nel 1951, su invito del sovrano allora regnante. Durante la cerimonia pubblica il Ministro dell’Istruzione e dello Sport, Amod Upadhyay, ha elogiato "l’eccezionale contributo dei Gesuiti nel campo dell’educazione". Mezzo secolo fa solo il 2% della popolazione nepalese era alfabetizzata. Oggi siamo al 53%.

Ad Abu Dhabi le colf lavorano 18 ore al giorno

Nel Golfo Persico circa dodici milioni di migranti, provenienti dal Sud-Est asiatico e dall’Egitto, sono alle prese con condizioni di vita molto difficili e con gravi ingiustizie sul lavoro. Il Consiglio ecumenico delle Chiese e la Commissione internazionale cattolica per i migranti, accertate le condizioni di vulnerabilità messe in atto contro questi giovani lavoratori e lavoratrici, hanno domandato all’ONU di aprire un’inchiesta per sanare la situazione.

Le ingiustizie sono così gravi che spesso arrivano alle sevizie; i datori di lavoro usano anche la confisca dei passaporti per trattenere i migranti in condizioni di sfruttamento. C’è poi da notare l’assenza di vie di ricorso, nel caso di violazione dei diritti umani. Particolarmente colpiti sono i lavoratori domestici (specialmente se donne), in quanto nella maggior parte dei Paesi del Golfo essi non sono coperti dalla legislazione e lavorano anche 18 ore al giorno per sette giorni alla settimana. L’ONU può indagare? L’opinione pubblica internazionale può fare pressioni presso i Governi?

Continua in Brasile la violenza contro i senza terra

Dal 1985 al 2000 sono morti, solo nello Stato del Parà (al nord), 1203 lavoratori rurali, vittime dei conflitti per il possesso della terra. Nello Stato del Paranà (a Sud), dopo l’assassinio di Sebastiao de Maia, sono stati espulsi 700 lavoratori da due latifondi, contro gli accordi del 1999 che permettevano ai sem terra di stabilirsi là. Lo rivela la Campagna "Massacri mai più! Per la giustizia e contro l’impunità", promossa da diversi Organismi sociali e religiosi per mobilitare la società civile nella lotta contro la violenza e l’ingiustizia soprattutto nell’ambito della riforma agraria.

Conversioni forzate all'Islam nelle Molucche

Dopo le isole di Kewsui e Teor, si stanno verificando numerose conversioni forzate di cristiani all’Islam anche a Salas, villaggio sulla costa nord-orientale dell’isola di Ceram (arcipelago delle Molucche, Indonesia). A denunciarlo è il Centro di crisi della diocesi cattolica di Ambon, capoluogo delle Molucche, che riporta la testimonianza del parroco di Masohi, isola di Ceram meridionale, p.Jos Kuda Makin. Più volte il sacerdote ha protestato contro le "islamizzazioni" forzate, ma fino a questo momento il suo appello non è stato raccolto.

Si calcola che siano un migliaio i cristiani costretti a convertirsi alla religione musulmana nelle Molucche. Questi episodi sono soltanto l’ultimo, drammatico atto del conflitto scoppiato circa due anni fa nell’arcipelago tra musulmani e cristiani, che ha già mietuto migliaia di morti.



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