I nostri laici ci sanno fare, Abaetetuba
La festa parrocchiale è iniziata il 5 giugno e si è conclusa il 3 luglio. La preparazione è partita proprio quando io sono entrato all'ospedale, il 6 aprile. I laici, coordinati dall'ottima presidente del consiglio pastorale, "dona Gesi", si sono incontrati più volte e hanno organizzato tutto, dividendosi i compiti. Quando sono tornato convalescente il 25 maggio, ho trovato quasi tutto fatto, e anche bene! Durante la convalescenza p. Arnaldo De Vidi è venuto a darmi una mano: sa animare le celebrazioni molto bene e con arte.
Tutti si danno da fare
Ecco come si svolge la festa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso ad Abaetetuba, in Amazzonia. Il 6 giugno è iniziata la peregrinazione della Madonna: ogni sera la statua viene portata in una casa, dove ci si ritrova per pregare e celebrare la Messa, con la partecipazione entusiasta della gente. Altre statue della Madonna (di dimensioni più piccole) sono portate in altre abitazioni; anche lì i vicini di casa si incontrano, cantano e recitano il rosario. Il bel tutto per circa un'ora e mezza.
Provate a immaginare cosa vuol dire in una parrocchia avere una ventina di gruppi che ogni sera si trovavano insieme per manifestare la loro devozione e il loro affetto alla Vergine Maria e condividere la gioia di stare insieme! Ma non è finita. Lavorando insieme, hanno messo a posto la piazza del santuario: sistemate le buche, rifatta la chioma agli alberi, dipinta la chiesa, i banchi verniciati a nuovo. Insomma, tutto odora di nuovo, di pulito, di festivo...
La grande festa Mariana
Finalmente, domenica 26 giugno alle 7 del mattino, è iniziata la grande processione chiamata "Cìrio", con canti festosi e spari di mortaretti. In tre ore la massa di gente serpeggiante lungo le vie del "bairro", pregando e cantando, è arrivata in chiesa per la Messa solenne.
Così è ufficialmente iniziata la settimana di festeggiamenti fino a domenica 3 luglio. Ogni mattina alle 5,30 recitiamo il rosario; la sera, un secondo rosario con novena e Messa. Poi nel salone la gente può mangiare qualcosa e bere una bibita. Mattino e sera, lo sparo di 12 mortaretti avvisa la gente che la festa continua e tutti sono invitati... Tutto questo immenso lavoro è coordinato dai laici. A me tocca, eventualmente, risolvere qualche piccolo problema.
La donna sull'amaca
Vado volentieri a visitare le persone anziane: mi piace ascoltare le loro storie. Il più delle volte sono storie dolorose, inimmaginabili. Via Pimentel è una strada stretta e le casette sono incollate una sull'altra. Per andare a visitare dona Gonçalves ho dovuto camminare su una specie di palafitta.
Sono entrato in una stanza grande, con parecchie fessure nelle pareti di tavole, senza la fiancata di fondo. Alcune amache appese, due giovani donne che lavano gli indumenti e dona Gonçalves sdraiata sull'amaca, cieca e con pressione alta. Da giorni nessuno passa a misurarla. Parlare con lei mi ha fatto bene: non un lamento è uscito dalla sua bocca. Mi ha solo pregato di tornare a trovarla il più presto possibile.
Il taxista della bici
Raimundo, l'uomo della bicicletta-taxi, si è fatto vivo di nuovo. Ha graffiature sul braccio sinistro e mi racconta: "Stavo trasportando una donna e una moto-taxi mi è venuta addosso. Per fortuna la donna non ha avuto conseguenze; ma la bici... Non mi fido a portare in giro le persone, ma riparare il manubrio costa 5 euro!". Mi accorgo che anche la ruota posteriore è scentrata e mancano alcuni raggi. Con 10 euro riesce a metterla a posto.
Non posso rimanere indifferente davanti a un padre di quattro figli che si trova in difficoltà con il suo mezzo di lavoro. Mi spiega che quando le cose vanno bene riesce a portare a casa anche 10 euro al giorno, frutto di lunghe pedalate. Ma un chilo di carne qui costa 6 euro!
Ho una voglia matta di regalargli una bici nuova, ma non è facile. Se si sparge la voce che sono di manica larga, povero me!
Avrei una lunga fila con richieste... Fare il bene non è sempre facile; ma bisogna trovare la strada per farlo.








