Natale e Capodanno in missione
(di: Elisa e Fabio)
Padre Renato Trevisan in “Missionari Saveriani” del settembre 2009, raccontando la nostra esperienza in Amazzonia, scriveva: “Ne è valsa la pena!”. Siamo Elisa e Fabio di Chiampo. A novembre 2008 siamo partiti per un’esperienza missionaria di sei mesi, ospitati dai saveriani che a Redençao da tanti anni lavorano con gli indio kayapò.
Con loro in attesa del Natale
Sono trascorsi cinque anni, ma loro sono ancora dentro di noi. Là aspettavamo il Natale con un sole caldo, tra i bambini che si arrampicavano scalzi sugli alberi per gustare qualche buon frutto, tra le mamme e i papà che bussavano sempre con qualche richiesta alla porta dei saveriani, tra la gente della città. Nelle loro case recitavamo la novena di Natale con canti e riflessioni di vita: una vita di incertezze, di fragili progetti, di semplicità. La vita aveva il sorriso ed era piena di gioia. I giorni erano poco programmati, ma sempre aperti ad accogliere le persone e gli imprevisti.
Aspettavamo il Natale, ritrovandoci insieme per celebrare ogni giorno l’attesa. Era un Natale di osservazione. Cercavamo di cogliere qualche aspetto della vita dei kayapò, a metà tra la loro foresta e la città che li richiamava per fare documenti, cure mediche o per il gusto di rivedere le loro feste nel villaggio attraverso i filmati realizzati dai saveriani. Provavamo ad assaporare la loro cultura, tutti i significati di ciò che si dipingevano sul corpo, il loro essere dentro la natura, le loro capacità e fragilità.
Il prezioso senso della vita
Abbiamo vissuto il Natale, gustandoci anche la comunità dei saveriani e il loro tempo dedicato quotidianamente a quella gente, a qualcuno “diverso” da loro. Era bello constatare il continuo mettersi a confronto, la disponibilità, la pazienza e la pienezza nel dare e ricevere un prezioso senso della vita!
È stato un Natale costruito giorno dopo giorno, tutti insieme. E poi è arrivata la festa di Capodanno. Tutti fuori in strada, abbiamo aspettato la mezzanotte con maglietta e pantaloncini corti, guadando una bella luna in un cielo immenso, in un ampio orizzonte. E noi pensavamo anche a chi era dall’altra parte dell’oceano, dove la mezzanotte arriva quattro ore prima: un tempo diverso, un diverso punto di partenza e con spazi differenti.
“Ci ritorni in mente…”
Anche nella nostra famiglia è arrivato un nuovo Natale e un nuovo anno con i nostri due bambini: Pietro e i suoi quattro anni pieni di vivacità, Vittorio e i suoi due anni fatti da equilibrista, tra giorni molto difficili,di incertezza, di sofferenza e di tanta speranza.
Proprio lui, con la sua malattia, con il suo fragile cuoricino e con i suoi tanti mesi di ospedale, ci ha portati a vivere un Natale diverso, fatto di attesa e di silenzio. Un Natale uniti, per sostenerci e per intravedere un segnale che ci desse una dritta! In questa strada a volte era impossibile vedere la direzione, una stella cometa che ci indicasse la via da seguire per arrivare alla grotta…
Ma la speranza, seppur a volte quasi impercettibile, sbucava sempre. E allora ci veniva in mente il Brasile e quel lasciare le sicurezze per conoscere un nuovo spazio, quel sentirci fuori-posto, quell’incontrarci e scontrarci con ritmi e pensieri diversi. Un allenamento, una fiducia preziosa e insostituibile. E anche in questi momenti difficili, eravamo noi. La nostra vita, anche se per un breve periodo, si era incrociata con intuizioni e sguardi diversi dai nostri, proprio a Redençao tra gli indio kayapò e con i missionari saveriani.
Così… si vive. E anche noi in questo tempo, con Vittorio e la sua storia, abbiamo respirato tanta sofferenza e tutta la nostra fragilità, ma abbiamo certamente sperimentato fino in fondo anche tanta fiducia.
E allora, grazie a chi ci ha ospitato e accolto in Brasile, regalandoci un intenso allenamento per la vita.
Grazie ai nostri genitori sempre presenti. Grazie al nostro meraviglioso gruppo delle “Famiglie per la missione” di Vicenza e grazie a tutti i nostri amici. Grazie perché, tutti insieme, teniamo sempre accesi pensieri di speranza!
Dopo due anni di attesa, aspettando un po’ di serenità per Vittorio, abbiamo celebrato il suo e nostro “Natale” a Chiampo, nella nostra parrocchia con il parroco don Bernardo, con p. Luciano Bicego e p. Giuseppe Leoni, saveriani di Vicenza. Un Natale a Chiampo, in agosto, per un altro Natale con il caldo!
Lisa, nostra cara amica, scriveva: “E anche oggi, arrivati fino a qui dopo un così straordinario navigare, è bello gioire! È bello provare a dire: grazie per questo viaggio; grazie a Dio non per la terraferma, ma per la fiducia e la speranza che hai dato a ciascun navigante. Anche nei momenti più difficili, brillavano sempre negli occhi di qualcuno”.
E così siamo tutti insieme dentro alla vita!





