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In questo delicato periodo di violenza e guerra, siamo tutti attenti all’Ucraina e alle conseguenze energetiche ed economiche di questo conflitto. Come sapete, i saveriani di Brescia hanno accolto alcune famiglie in fuga dai bombardamenti, in collaborazione con la Caritas diocesana. Ora, una parte della nostra casa, al primo piano, è a loro disposizione.

Prima che l’emergenza Ucraina diventasse di tragica attualità, i saveriani avevano già aperto i locali che ospitavano l’ex “Libreria dei popoli” ad un’altra realtà. Si tratta della “Fondazione Museke Onlus”, che ha come finalità l’accoglienza, l’inserimento e l’emancipazione femminile delle donne immigrate dai diversi Paesi del mondo, attraverso progetti di cooperazione internazionale e locale. L’attività a San Cristo è iniziata nella primavera del 2021 e vede la partecipazione di dodici donne, chiamate a imparare un lavoro, in particolare a creare prodotti di abbigliamento, borse e accessori. Questo laboratorio è condotto da un modellista di fama nazionale, per garantire una formazione occupazionale di alto livello.

Il gruppo è multietnico (Ghana, Siria, Bangladesh, Filippine, Cambogia, Egitto, Tunisia) e tutte le persone coinvolte abitano nel nostro quartiere. I bambini frequentano il Centro Pomeridiano per i giochi e i compiti. Grazie alla vicinanza e alla conoscenza delle famiglie, si è instaurato un rapporto di fiducia che permette, se pur lentamente, di tessere pazienti dialoghi nel rispetto delle differenze educative e religiose.
Un altro aspetto importante riguarda l’attenzione riservata alle mamme che hanno figli in età non scolare. Ai bambini è garantita una presenza gratuita di babysitter, in modo che non ci siano preoccupazioni nella gestione familiare.

Gli obiettivi del percorso. Il Tavolo Italia di Museke, in particolare, ha individuato tre ambiti progettuali: l’area per le donne e i bambini stranieri; la formazione etno-pedagogica; l’impegno per la cittadinanza multietnica attraverso il dialogo interreligioso e culturale. In coerenza con tutto questo, è stata avviata un’attività didattica di pelletteria per mamme e donne straniere inoccupate, alle quali è proposto anche un percorso di formazione artigianale, integrato a un corso di lingua e cultura italiane.
Ho visitato il salone per conoscere più da vicino le attività che le donne svolgono. Ho potuto apprezzare borse e borselli in pelle prodotti dalle partecipanti al corso. Le educatrici del corso mi hanno riferito che gli oggetti confezionati saranno esposti, affinché tanti possano apprezzare i frutti di questa iniziativa.



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