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Missioni Notizie: Giovani, Dialogo - Papa Giovanni Paolo II

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"Giovani: Non abbiate paura!"

Giovani di ogni continente, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Siate contemplativi e amanti della preghiera; coerenti con la vostra fede e generosi nel servizio ai fratelli, membra attive della chiesa e artefici di pace. Contribuite all'edificazione di un mondo nuovo, siate sempre più missionari, come vi vuole la chiesa. (Roma ’00)

Voi adolescenti vivete un'età non facile, ricca di entusiasmo, ma esposta anche a pericolosi sbandamenti. La limitata esperienza di cui disponete vi pone nel rischio di essere preda di speculatori di emotività, che invece di stimolare in voi una coscienza critica, tendono ad esaltare la spregiudicatezza e presentare scelte immorali come valori. A voi ripeto: fate attenzione a ciò che vi viene proposto. Quando vi propongono parole e modi di vivere anti-evangelici, abbiate la forza di dire "no". (Roma ’01)

Non temete, giovani sentinelle del nuovo millennio, di assumervi le vostre responsabilità missionarie, che derivano dal vostro battesimo e dalla vostra cresima. Se il Signore poi vi chiama a servirlo più da vicino nel sacerdozio o alla vita missionaria e religiosa, seguitelo con generosità. (Roma ’01)

Al fianco di ognuno di voi c'è Maria, la giovane vergine di Nazareth, che ha detto "sì" a Dio e ha dato Cristo all'umanità. Si può essere santi vivendo intensamente l'amicizia, lo studio, lo sport, il servizio ai poveri, in un rapporto costante con Dio. È il vostro impegno missionario". (Roma ’01)

Religioni in dialogo

La religione ebraica non ci è estranea, ma in un certo modo, fa parte della nostra religione. Siete i nostri fratelli prediletti e, si potrebbe dire, i nostri fratelli maggiori. Collaboriamo in favore dell’uomo, in una società non ostile, ma amica e favorevole, dove regni la giustizia e dove sia la pace a prevalere. (Roma, Sinagoga ’86)

Il dialogo tra cristiani e musulmani oggi è più necessario che mai. Qualche volta, in passato, ci siamo opposti e anche persi in polemiche e in guerre. Io credo che Dio c’inviti oggi, a cambiare le nostre vecchie abitudini. Dobbiamo rispettarci e anche stimolarci gli uni gli altri nelle opere di bene sul cammino di Dio. (Casablanca ’85)

I membri di tutte le religioni devono dimostrare con forza che la religione e la pace vanno di pari passo! Ma che vi sia anche pace per la religione. La libertà di fede e di culto sia rispettata in ogni parte di questo continente! (Asia ’99)

Rivolgo un sincero appello a tutti, cristiani e appartenenti ad altre religioni, a lavorare insieme per costruire un mondo senza violenza, un mondo che ama la vita e progredisce nella giustizia e nella solidarietà. La religione non può essere mai fonte di conflitto. (Kazakhstan ’01

Nessuno ha il diritto di invocare Dio a copertura dei propri interessi egoistici. Chiedo ai responsabili delle religioni di rifiutare ogni violenza, perché è offensiva del nome di Dio, e di farsi promotori instancabili di pace e di armonia, nel rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno. (Azerbaigian ’02)

Missione e nuova evangelizzazione

Non abbiate paura di andare per le strade e nei luoghi pubblici, come i primi apostoli che hanno predicato Cristo e il vangelo nelle piazze. Non è tempo di vergognarsi del vangelo. È tempo di predicarlo dai tetti. Non abbiate paura di rompere con i comodi modi di vivere per raccogliere la sfida di far conoscere Cristo nel mondo di oggi. Dovete essere voi ad andare “ai crocicchi delle strade” e a invitare tutti quelli che incontrate al banchetto che Dio ha preparato per loro. Cristo ha bisogno di operai pronti a lavorare nella sua vigna. (Denver ’93)

Il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell’esistente, ma della missione. È il tempo di proporre, di nuovo e prima di tutto, Gesù Cristo, il centro del vangelo. Ci spingono a ciò l’amore indiviso di Dio e dei fratelli, la passione per la verità, la simpatia e la solidarietà verso ogni persona che cerca Dio e che comunque è cercata da Lui. (Palermo ’95)

Non mi sono mai stancato di incontrare le persone. E anche ora che gli anni passano, se Dio lo vorrà, non intendo fermarmi, perché sono certo che nel contatto personale con i fratelli si può più facilmente annunciare Cristo. (5 apr. ’01)



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