Missione in tutte le direzioni, Cristo e il vangelo per l'umanità
L'11 ottobre 1962, cinquanta anni fa, papa Giovanni XXIII apriva ufficialmente il concilio Vaticano II, con la partecipazione dei vescovi di tutto il mondo. Il concilio, che si è protratto per tre anni, ha aiutato la chiesa a comprendere la sua missione all'interno della nuova situazione culturale, economica e politica del mondo, e davanti alle nuove prospettive, in particolare nel sud del mondo, legate alla conclusione dell'era coloniale.
Ascolto, dialogo, annuncio
La chiesa si è messa in ascolto e in dialogo con il mondo, dando così un impulso nuovo alla sua azione e al servizio dell'evangelizzazione. È stato l'inizio di un percorso che in questi 50 anni ha permesso alla chiesa di rinnovare e maturare l'idea e la pratica della missione: sono cambiati i protagonisti, sono stati rinnovati i modi e i mezzi, è stato riscoperto il centro della missione.
Cristo e il suo vangelo, la sua Buona Notizia per ogni persona e per il mondo intero, sono tornati al centro dell'opera di evangelizzazione, accompagnati dai progetti per uno sviluppo integrale della persona là dove questo è necessario.
Compito di ogni credente
Nel frattempo le chiese locali, anche quelle "di missione", hanno preso coscienza che la missione riguarda anche loro e che loro stesse sono chiamate a farsi carico della missione della chiesa universale. Per questo oggi nel mondo si incontrano dappertutto, anche in Europa, missionarie e missionari provenienti da tutti i continenti. La direzione della missione non è più da nord a sud, ma va in tutte le direzioni. Inoltre, i laici si sentono sempre più coinvolti e responsabili dell'annuncio del vangelo: la missione è compito di ogni credente.
La chiesa, da quando è stata fondata fino ad oggi, a nome di Gesù e a nome di tutti i cristiani, ha inviato e continua a inviare gli annunciatori, missionari e missionarie consacrati a tempo pieno per evangelizzare i popoli in tutto il mondo.








