Missione giovani: Siamo davvero… connessi?
Missionari, preti e suore su facebook? Sembra che il popolare social network molto diffuso tra noi giovani abbia fatto breccia anche in persone... insospettabili. Non è raro veder sbarcare su questi nuovi mezzi di comunicazione gruppi missionari, preti e vescovi. Dopo sms, mail e chat, un altro anello si è aggiunto alla collana della comunicazione, sempre e ovunque.
Diciamo la verità: è divertente. Essere un po' ficcanaso e farsi gli affari altrui è uno degli sport praticati da tanti di noi. Se c'è la tendenza a creare code su strade e autostrade per vedere gli sviluppi di un incidente accaduto sulla corsia opposta... Come se contasse dire "io c'ero", "io ho visto". Magari poi nessuno si ferma a soccorrere chi è caduto a terra ferito per una rissa. E neanche fa scandalo!
In effetti, su "faccia-libro" possiamo scoprire molte notizie di tizio, caio e sempronio, anche a loro insaputa. La tanto sbandierata privacy viene meno di fronte all'attrazione che un mezzo così semplice esercita. È come un "grande fratello" collettivo, una piazza virtuale dove molti di noi esternano emozioni, sensazioni e opinioni che in privato non avremmo mai il coraggio di esprimere. Anche il più timido può utilizzare i social network per dare sfogo a quello che ha dentro.
Da una parte facebook, twitter e così via possono essere uno strumento efficace per lanciare messaggi che raggiungano un numero elevato di persone. Dall'altra, possono essere pericolosi proprio per alcune informazioni o idee che si diffondono in modo incontrollabile e fanno "tendenza".
Che fare allora? Esaltarli o demonizzarli? Né l'una né l'altra cosa.
Sarebbe sufficiente essere preparati per l'uso, senza dare troppa... confidenza. Diciamo che avremmo bisogno di una scuola per internauti: ai primi banchi siedano i giovani genitori, spesso troppo innamorati della rete, mentre i figli guardano e aspettano per giocare.
Del resto, mettersi in rete in ogni direzione nel mondo è davvero bello. Connettersi e trovare il messaggio di amici lontani era inimmaginabile fino a qualche tempo fa. È emozionante ricevere un messaggio che dice: "il tale vuole stringere amicizia con te; ...ti ha aggiunto tra i suoi amici; ...ha commentato il tuo album fotografico; ...ha scritto sulla tua bacheca. Pensate se un giorno ricevessimo il messaggio: "Gesù chiede di stringere amicizia con te": che bomba!
Ma non scordiamoci i rapporti interpersonali reali.
Non dimentichiamo di parlare guardandoci negli occhi, per cogliere le espressioni del viso vero e non virtuale. Solamente dialogando potremo conoscere meglio chi ci sta vicino, chi ha la pelle o una fede diversa. Non trascuriamo i contatti veri, per preferire la conversazione su un computer. Altrimenti, facebook diventerà peggio di una droga.
Non è meglio riempire le piazze e le strade con la nostra allegria, il vociare, la bellezza di tendersi la mano l'un l'altro? Non penso sia utopia. Né si tratta si staccare la spina dal computer, ma di dare seguito ai contatti che abbiamo nell'etere.
Un'altra cosa: cerchiamo di diventare utenti di qualità.
Selezioniamo bene i nostri campi di interazione e ogni tanto linkiamo qualche notizia proveniente dal mondo che nessun telegiornale trasmette; sensibilizziamo la nostra lista di contatti con informazioni utili. Così trasformiamo la curiosità sulle vite dei nostri "amici" virtuali in interesse per chi è in difficoltà, per chi non è connesso al mondo, per chi di amici veri non ne ha.
Anche questa è missione... Sappiamo di essere cristiani ovunque e sempre. Internet fa parte ormai delle nostre vite.
Perché non approfittarne per aprirci davvero al mondo? È più facile di quanto non sembri: la missione è distante solo un... clic!








