Missione Giovani: Lo spread dei sentimenti
Internet, chat, social network, televisioni... Sono i mezzi principali che i giovani d'oggi usano per informarsi e comunicare tra loro. Tutti sanno tutto di tutti (così sembra!). Pensieri, opinioni, stati d'animo vengono messi in piazza e non solo in modo virtuale. Se da un lato la comunicazione corre veloce, dall'altra spesso sembra di stare dentro un "grande fratello" permanente.
Anche i sentimenti sono sbandierati ai quattro venti: esternare diventa importante per essere commentati e apprezzati, per stare al centro del gioco e dell'attenzione.
Non è giusto demonizzare e condannare, ma una riflessione ci sta. Esiste ancora la cura dei sentimenti? C'è spazio per coltivare rapporti veri e forti, lontano da tastiere di computer e smartphone? Questi strumenti aiutano, o nascondono insicurezze e solitudini?
L'amore è ancora un modello o è diventato uno strumento "usa e getta"?
Nonostante qualche ragionevole dubbio, credo che la vita reale sia molto più bella di ciò che si legge e si sente. Però la tendenza al "tutto e subito" ormai è consolidata ed è difficile contrastarla. L'educazione è importante, ma non risolve. Forse c'è più urgenza di testimonianze; forse bisogna che gli adulti tornino a fare... gli adulti. E siccome bisogna iniziare per primi, riporto qui una storia realmente accaduta.
Una parabola d'amore
Luca e Silvia si conoscono quando la maggiore età è iniziata da poco. Tra loro c'è intesa e voglia di camminare insieme. Silvia lavora nella piccola azienda di famiglia ed è impegnata nel gruppo scout; Luca studia per la laurea in ingegneria. Gli anni passano e il loro amore cresce mano nella mano, bello e pieno di vita.
Ma dopo la laurea di Luca la situazione si complica. Luca e Silvia perdono quella luce negli occhi tipica degli innamorati; dopo sei anni di cammino, sembrano avere aspettative diverse dal proprio futuro. Si lasciano, con tutte le sofferenze che derivano da questa decisione.
I contatti riprendono dopo due anni. Luca e Silvia tornano a parlarsi... Entrambi hanno avuto la fortuna di trovare altre persone con cui condividere la propria vita. Luca è con Marta, Silvia con Fabio, ma la simpatia reciproca rimane. Poi, l'imponderabile.
Luca telefona a Silvia per dirle che gli è stato diagnosticato un tumore. Lei è stordita: vorrebbe raccontargli del matrimonio con Fabio e della nascita della loro bambina, Sara. I mesi scorrono; Luca sta sempre peggio. In ospedale chiede a Marta di telefonare a Silvia: vuole conoscere la sua bambina.
Mamma e figlia sono da Luca, mentre Marta s'unisce a lui in matrimonio tenendolo per mano nel letto d'ospedale: vuole essere la sua sposa anche se solo per poche ore. A trent'anni, Luca raggiunge il cielo e Silvia su facebook scrive: "Vola, Luca, lassù nel cielo. Veglia su Marta e Sara. Sarai sempre nel mio cuore".
Luca, Silvia e Marta hanno amato, sofferto e perdonato.
La loro storia non è solo dolore, ma la prova che è possibile spalancare il nostro cuore, nonostante gli sgambetti della vita, nonostante l'orgoglio e la sofferenza.
Hanno amato senza voler troppo capire, senza farsi troppe domande, rinnegando la logica umana. Senza paura di esagerare, l'esempio d'amore dimostrato da questi giovani è una parabola di vangelo, vissuta nel frenetico mondo di oggi, in cui non esiste ancora uno spread per misurare i sentimenti.








