Missione giovani: Ecologia del cuore e della testa
Finalmente sono arrivati! Luglio e agosto per tanti di noi equivalgono alle sospirate vacanze. Brevi o lunghe che siano, quando il caldo fa la sua comparsa è inevitabile che la testa inizi il conto alla rovescia verso laghi, mare o montagna.
Belle le vacanze, soprattutto se trascorse in posti diversi da quelli in cui si abita, a contatto con la natura e con le persone cui teniamo di più. E una volta tornati alla base, diventa un rito il racconto sui luoghi visitati, le esperienze vissute, le nuove amicizie...
Spesso, però, le vacanze diventano il pretesto per esagerare, per fare qualcosa di più e di troppo. Quasi che il detto "semel in anno licet insanire - una volta all'anno è lecito impazzire", passasse dal carnevale all'estate.
È il festival dell'alcool e fumo, del divertimento senza regole e senza... testa. Tutto giustificato con un "tanto sono in vacanza".
Non è mio compito fare il "bacchettone", anche perché senza divertimento che vacanze sono! Però, non sarebbe una cattiva idea affiancare alla spensieratezza un pizzico di sana ecologia. Per ecologia, mi riferisco a stili di vita che vanno al di là del senso letterale di questa parola, ormai diventata di moda. Anche noi giovani, lontani dalle preoccupazioni quotidiane, potremmo sfruttare il periodo di vacanza per curare di più quegli aspetti che di solito tralasciamo.
L'ambiente. Prima di tutto, mi riferisco all'attenzione per l'ambiente in cui viviamo. Non è vacanza lasciare le spiagge sporche di rifiuti dopo un falò serale; non sono un bel vedere le pinete montane riempite di bottiglie di birra, perché comunque qualcuno (che in vacanza non è) provvederà a pulire. Recuperiamo il rispetto per chi ci ospita e alleniamoci a mantenere più belli il paese, il quartiere, la via dove di solito abitiamo.
La sobrietà. Un altro aspetto che non fa rima con vacanza è lo spreco. Nessuno ci obbliga a scialacquare denaro inutilmente, a vivere con una marcia in più per forza, perché lo richiede il periodo. La luce, l'acqua, l'aria non sono solo un nostro diritto. Un corretto utilizzo delle risorse oggi significa un mondo migliore per i giovani domani. Quando in un ristorante vedo intere portate tornare in cucina, mi viene male a pensare che tutto finisce in un cassonetto! Non è un auspicio, è un consiglio: perché non fare un pensiero ai poveri del mondo, prima di ordinare e ...buttare?
I rapporti. L'ecologia può essere applicata anche alle relazioni umane. Avendo più tempo per noi, possiamo dedicarne un po' anche agli altri. Non c'è bisogno di diventare soccorritori o volontari in prima linea. Ad esempio, basterebbe stare un po' più di tempo con i nonni, che magari ci hanno fatto da "badanti" e che, una volta cresciuti i nipoti, diventano utili quasi solo per la mancia della domenica. Ascoltare un po' dei loro racconti (anche se non è la prima volta) fa bene a loro e a noi.
E perché no, perfino genitori e zii, se sono più rilassati, potranno essere maggiormente predisposti ad ascoltarci e consigliarci. Apertura e attenzione verso gli altri non vanno in vacanza... Magari possiamo mandarci un po' del nostro egoismo. Il tempo che passa sempre troppo in fretta, ogni tanto ci regala delle occasioni uniche. Tocca a noi sfruttarle al meglio.
Chiamatela pure "ecologia del cuore". Io però ci credo... più che alla prova costume!








