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Affetto e collaborazione, da sessant'anni

Il saveriano romagnolo Padre Ildo Chiari è un saveriano emiliano di Brescello, classe 1921. È stato per tanti anni animatore missionario in Sardegna. Ha raccontato di aver iniziato la sua attività proprio a Benetutti, per la festa dell’Assunzione, il 26 maggio 1949.

Tra la gente, nelle piazze

In quei tempi, p. Chiari partiva da Tortolì su strade polverose e arrivava fino a Benetutti per stringere rapporti di amicizia con la popolazione. Padre Ildo ha vissuto anche il trasloco degli apostolini da Tortolì a Macomer, accompagnandoli con fratel Rota, quel lunedì 10 luglio 1950. Arrivarono nel villaggio militare presso la V e la VI casermetta alle tre del mattino seguente.

Negli anni cinquanta i saveriani si facevano conoscere anche con il foglio "Missionari Saveriani". Nei paesi, proiettavano sulle piazze davanti la chiesa le diapositive missionarie o i film missionari, oscurando i lampioni con qualche straccio. Non c’era ancora la televisione e la proiezione in piazza dei film era una vera festa di paese!

La "Sardegna missionaria"

L’ultima pagina di "Missionari Saveriani" per la Sardegna era dedicata al seminario di Tortolì e ai futuri missionari sardi. Tutto è iniziato con il numero 10 di "Missionari Saveriani" del 15 maggio 1948. Portava il titolo "Nido Sardo di Tortolì, per preparare gli aquilotti al grande volo".

Intanto l’animazione missionaria nei paesi della Sardegna si estendeva da Tortolì fino a La Maddalena, Villacidro, Suni e Collinas. Questo fece sì che gli apostolini, cioè i giovani aspiranti missionari, arrivassero da quasi tutte le diocesi della Sardegna. Perciò l’ultima pagina di "Missionari Saveriani", dal 15 giugno 1949, prese il nome di "Sardegna Missionaria", e lo mantenne fino al 1980. Con la costruzione delle due case saveriane, la pagina si pise in Macomer e Cagliari.

Tanto affetto e collaborazione

Quest’anno ricorre il 60° compleanno del mensile "Missionari Saveriani". Il primo numero è del dicembre 1947. In prima pagina c'era la presentazione del superiore generale p. Giovanni Gazza, che lo consigliava ad "amici e benefattori", come un foglio di famiglia per stringere legami d’affetto e collaborazione, per scambiarsi notizie e informazioni, speranze e dolori delle missioni. Era e resta tuttora uno strumento di contatto, informazione, collaborazione e spiritualità, collegata alla vita missionaria.

All'inizio, "Missionari Saveriani" veniva stampato nella tipografia della casa madre di Parma, come ci testimonia fratel Gino Masseroni, che ci ha lavorato alcuni anni. Raccontava allora la triste vicenda delle missioni in Cina, a causa della guerra civile, e l’entusiasmo degli apostolini, che non vedevano l’ora che "spuntasse la barba" e partire per le missioni. Il primo sardo di cui "Missionari Saveriani" ricorda la professione religiosa è fratel Sebastiano Murgia di Desulo, oggi missionario in Brasile.

Grazie a tutti voi!

Ringraziamo il Signore per la collaborazione e la solidarietà instaurate, in questi 60 anni, con tante famiglie sarde. Oggi gli abbonati della Sardegna a "Missionari Saveriani" sono 11.924. Vi ringraziamo e vi auguriamo ogni benedizione. Con il vostro aiuto, quest'anno vorremmo arrivare a quota 15.000. Ce la faremo?

Ringraziamo tutte le delegate saveriane che collaborano generosamente, facendo le postine della carità. Grazie, per i vostri sessant’anni di collaborazione missionaria. Delegate, amici e abbonati, siete stati il buon vino di Cana, l’olio del buon samaritano, i pani e i pesci moltiplicati per tanta gente che i saveriani hanno potuto aiutare in Asia, Africa e America latina. Continuate così, per altri sessant’anni!

Maria Antonia, zelatrice di Benetutti

Era proprio il 26 maggio 1949, giorno dell’Assunzione, quando p. Ildo Chiari conobbe Maria Antonia Dore di Benettutti. Da allora, p. Ildo ha sempre mantenuto con lei un contatto epistolare. Come zelatrice missionaria, Maria Antonia ha sempre avuto il fascino per le missioni. Per oltre cinquant’anni ha riempito il suo salottino di dipinti e oggetti orientali, specialmente dell’Indonesia, che i missionari le portavano per ringraziarla della sua collaborazione.

Ora che il Signore l'ha chiamata a sé, riempia la sua anima di gioia infinita.

Noi missionari preghiamo per lei e per tutti coloro che hanno terminato il cammino terreno e hanno raggiunto la casa del Padre.



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