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La nuova missione alle genti della chiesa di Ravenna - Cervia, iniziata con la festa di Pentecoste, porta idealmente tutta la comunità cristiana in Perù. Il vescovo mons. Lorenzo Ghizzoni (nella foto sopra) ha dedicato quest’opera missionaria a san Guido Conforti, già arcivescovo di Ravenna all’inizio del ‘900 e fondatore della congregazione dei saveriani.

“È nell’incontro con il dolore e con la sofferenza del prossimo, soprattutto dei poveri, che s’impara a conoscere se stessi e a ridimensionarsi in uno sguardo più ampio, quello di Gesù”.

Una relazione arricchente

L’ultimo prete fidei donum ravennate, don Stefano Morini, che ha svolto il suo servizio pastorale in Perù e che oggi anima il centro missionario diocesano di Ravenna, ha guidato un gruppetto di giovani nel suo paese di missione per oltre un mese. Il 26 luglio, nove giovani sono partiti alla volta di Carabayllo, a nord di Lima, per un’esperienza missionaria di 40 giorni con don Stefano a fare da accompagnatore e apri pista.

La diocesi Carabayllo, con cui è “gemellata” la diocesi di Ravenna - Cervia, è nata 18 anni fa, si estende su circa 1.300 chilometri quadrati, ha 44 parrocchie, due milioni e mezzo di abitanti, quasi un centinaio di sacerdoti tra diocesani e religiosi, una decina di diaconi, circa duecento religiose. Sono presenti e attive varie opere sociali e l’università cattolica.

Il vescovo di Carabayllo mons. Lino Panizza Richeri, cappuccino ligure, era ospite a Ravenna dal 18 al 20 giugno. “Speriamo che questo sogno corrisponda alla volontà del Signore e sia davvero una Pentecoste per la chiesa di Ravenna e di Carabayllo. Aspettiamo con desiderio e preghiamo intensamente perché crediamo che questa relazione sarà arricchente per le due diocesi. Porterà a noi la vostra esperienza di una lunga tradizione di chiesa che accompagna i fedeli nella crescita e nel consolidamento della fede, e da parte nostra la trasmissione di una fede semplice e popolare piena di entusiasmo con molto desiderio di conoscere sempre più il Signore e la sua misericordia”.

Prima tappa di un cammin​o

L’esperienza missionaria dei nove giovani e di don Stefano Morini, deve diventare la prima tappa di un cammino diocesano, secondo l’accordo con il vescovo di Carabayllo. È prevista la creazione di una piccola équipe per essere segno di una chiesa che si mette in missione con una sua rappresentanza, completa di tutte le vocazioni, in grado di testimoniare il vangelo facendo comunione ecclesiale tra loro.

Il vescovo si aspetta un’animazione vocazionale verso la missione da parte di tutti i presbiteri, i diaconi, i catechisti, gli educatori. La comunità può e deve chiamare i suoi membri alla missione: alcuni così scopriranno che c’è anche un’ispirazione divina in loro e accetteranno. Ci affidiamo allo Spirito del Signore, con fiducia e con gioia.

L’attenzione al territorio

Il 23 luglio, festa di sant’Apollinare, il vescovo Ghizzoni ha indetto la missione della carità verso i bisognosi sull’esempio di don Lolli, sacerdote ordinato dal Conforti e fondatore del “Santa Teresa” di Ravenna. La missione verso i poveri e bisognosi della società, senza dimenticare l’attenzione agli anziani e ai disabili, va sviluppata attraverso l’intelligenza della carità.

Don Alberto Camprini è l’incaricato a guidare l’educazione allo spirito e alla vocazione della carità con le azioni del samaritano. Come oblato di san Benedetto, egli ha avuto interesse per la spiritualità benedettina:

“Non anteporre nulla all’amore di Cristo”.



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