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Martiri missionari 2004, pane spezzato per i fratelli

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24 marzo: giornata di preghiera e digiuno

Giovedì santo di quest'anno dell'Eucaristia, il 24 marzo, celebriamo la giornata dei Martiri della missione. È anche il 25° anniversario del martirio del vescovo Oscar Romero, alla cui memoria è dedicata l'iniziativa della chiesa missionaria. Tutti quei chicchi di grano che, macinati, formano il pane della vita; tutti quegli acini che, spremuti, fanno il vino della salvezza. Come Cristo, hanno avuto la grazia di amare il Padre e l'umanità fino alla fine. Insieme all'Eucaristia e ai milioni di martiri che nei secoli hanno guadagnato la vita per averla donata, anch'essi ora sono la vita del mondo.

Nel 2004 hanno dato la vita 15 persone tra sacerdoti e laici, religiosi e religiose; sono state uccise in modo violento, consapevoli del rischio che correvano, ma decise a non abbandonare l'impegno di testimoniare il vangelo e la vicinanza ai popoli in difficoltà tra cui vivevano la loro missione.

Chi sono? Dove hanno testimoniato?

Il numero maggiore di martiri, nel 2004, l'abbiamo avuto in Africa: sei martiri, uno per nazione: Burkina Faso, Burundi, Ciad, Kenya, Sudafrica, Uganda. Hanno dato la vita 4 sacerdoti, un religioso e una suora. Sono stati uccisi nella loro abitazione, eliminati in modo diretto da assassini oppure da malviventi e rapinatori.

L' America latina ha avuto 4 martiri sacerdoti: due in Messico, uno in Guatemala e uno in Cile. Tutti lavoravano in ambienti di degrado sociale, testimoniando la carità del buon samaritano, che si fa vicino al ferito e si inginocchia a curarlo. Il martire del Cile è un missionario italiano, servo di Maria, diventato cittadino cileno; è stato ucciso a coltellate in cattedrale, subito dopo la Messa, da un giovane di 25 anni appartenente a una setta.

Anche l' Asia ha avuto 4 martiri: tre in Pakistan e uno in India, martirizzati da estremisti della religione maggioritaria nelle due nazioni. Il sacerdote indiano è stato trovato morto nella parrocchia dove lavorava; aveva ricevuto minacce con l'accusa di visitare le famiglie hindu per fare proselitismo. Ancora più eccezionale è il martirio di tre giovani cattolici pakistani, percossi e feriti a morte con false accuse, allo scopo di far loro rinnegare la fede cristiana.

Infine, l'Europa ha donato un martire: un sacerdote diocesano della Bosnia Erzegovina, ucciso con una spranga di metallo probabilmente da un ladro violento.

Tra i martiri dell'anno, ci sono dieci sacerdoti, tre laici, un religioso e una religiosa. Come paese di origine, l'Europa ha avuto il maggior numero di martiri (sette, tra cui due italiani), seguita dall'Asia (quattro), America latina (tre), Africa (uno).

Nomi e luoghi del martirio, per continente

Martiri dell'Africa
  • Fr. Ignacio G. Alonso, spagnolo, martire in Burkina Faso
    P. Luciano Fulvi, italiano, martire in Uganda
    Don Gerard Fitzimons, inglese, martire in Sudafrica
    Don Gerard Nzeyimana, burundese, martire in Burundi
    P. John Hannon, irlandese, martire in Kenya
    Sr. Christiane Philippon, francese, martire in Ciad
Martiri dell'America latina
  • Don Ramon N. Islas, messicano, martire in Messico
    Don Macrino N. Cisneros, messicano, martire in Messico
    P. Faustino Gazziero, italiano, martire in Cile
    Don Eusebio M. Sazo, guatemalteco, martire in Guatemala
Martiri dell'Asia
  • Javed Anjum, pakistano, martire in Pakistan
    Samuel Masih, pakistano, martire in Pakistan
    Nasir Masih, pakistano, martire in Pakistan
    Don Job Chittilappilly, indiano, marire in India
Martiri dell'Europa
  • Don Kazimir Viseticki, bosniaco, martire in Bosnia Er.

Gli innumerevoli martiri ignoti

Ma questi martiri missionari sono solo il simbolo e l'icona del martirio delle innumerevoli masse che oggi, nel mondo intero, sono costrette a far fronte alla violenza e che testimoniano la speranza sopportando il martirio prolungato, giorno dopo giorno, fino alla fine.

Impossibile anche solo nominare tutte queste situazioni drammatiche.

Sono le vittime delle tante guerre ”pubblicizzate” o “dimenticate” e dei tanti conflitti provocati per interessi di settori potenti: in Africa, in America latina, in Medio Oriente, in Asia. Sono i milioni di morti massacrati con le armi o le masse di profughi e sfollati, fatti morire di stenti e di paure.

Sono le vittime delle calamità naturali, impreviste o prevedibili, come le grandi inondazioni nelle Haiti, in Bangladesh, nelle Filippine; o il recente terremoto - maremoto del sudest asiatico, con centinaia di migliaia di morti e milioni di sopravvissuti che perdono tutto e devono ricominciare da capo. Oppure le vittime di calamità previste, come quelle causate dall'inquinamento del Chernobyl, di Bhopal, dell'uranio impoverito o del bioterrorismo.

Sono le vittime delle epidemie e delle malattie incontrollate, antiche e moderne, lasciate morire perché i medicinali brevettati costano troppo o perché, in realtà, la vita dei poveracci non vale l'attenzione della scienza che ha i suoi ...costi.

Sono le vittime della miseria e della malnutrizione, con la loro morte lenta e quasi distillata, giorno dopo giorno, in una vita di stenti che riduce la qualità e la lunghezza della vita; mentre le discariche si riempiono di sprechi alimentari.

Santificati dallo Spirito

Nel messaggio per la giornata missionaria mondiale 2004, il Papa ha proclamato la nostra fede missionaria illuminata dall'Eucaristia: “Nutriti di Cristo, i credenti comprendono che il compito missionario consiste nell'essere un'oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo, per formare sempre più un cuor solo e un'anima sola e diventare testimoni del suo amore sino agli estremi confini della terra. L'Eucaristia è il conforto e il pegno della definitiva vittoria per chi lotta contro il male e il peccato; è il pane di vita che sostiene quanti, a loro volta, si fanno pane spezzato per i fratelli, pagando talora persino con ilmartirio la loro fedeltà al vangelo”.

GIOVANI CORAGGIOSI E FEDELI

L'agenzia missionaria Fides ha dato puntuale notizia dei martiri della missione. Tra questi, tre giovani pakistani il cui martirio è stato causato da estrema intolleranza.

Vogliamo rendere omaggio al coraggio di questi tre giovani laici.

Javed Anjum: studente di 19 anni, originario di Quetta, è morto il 2 maggio all'ospedale di Faisalabad con 26 ferite su tutto il corpo, inflittegli da un insegnante e alcuni studenti di una scuola islamica, che volevano costringerlo a diventare musulmano. Catturato il 17 aprile, per cinque giorni Javed è stato torturato finché le sue condizioni sono divenute così gravi che i suoi stessi torturatori lo hanno portato ad una stazione di polizia, affermando che Javed aveva cercato di rubare. La polizia lo ha condotto in ospedale, dove il giovane è morto per le gravi ferite e lesioni riportate. (Fides 12/5/2004)

Samuel Masih: giovane pakistano, arrestato per blasfemia (la famigerata “ bestemmia islamica ”) nell'agosto 2003, è morto in ospedale il 28 maggio 2004, dopo alcuni mesi di ricovero a causa delle percosse e violenze subite in prigione, per mano di un agente di custodia musulmano. Il giovane, malato di tubercolosi, era stato arrestato perché un libraio di Lahore lo aveva accusato di aver lasciato dei rifiuti nei pressi del muro di una moschea. (Fides 31/5/2004)

Nasir Masih: cattolico pakistano di 26 anni, è stato sequestrato il 16 agosto mentre si trovava nella sua abitazione in paese, 45 chilometri da Lahore, e trascinato via con la forza da un gruppo di musulmani che lo accusavano di furto. Poche ore dopo, la polizia comunicava alla famiglia di aver proceduto all'arresto. Tre giorni dopo è stata annunciata la sua morte: sul suo corpo sono state riscontrate numerose ferite con ematomi. (Fides 8/9/2004)

Né possiamo dimenticare la lunga lista di cristiani uccisi in Iraq. L'ultima vittima è la bambina di una famiglia cristiana di Bagdad, sequestrata da un gruppo terrorista che ha chiesto un riscatto alla famiglia. I genitori non disponevano della somma di denaro richiesta. Il 14 ottobre la bimba è stata uccisa e il suo cadavere è stato recapitato con gesto di disfida alla famiglia, straziata dal dolore. Sono almeno 88 i cristiani iracheni uccisi negli ultimi due anni.



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