Marco Polo, 700 anni dopo
Il toponimo Giappone fu conosciuto in Occidente grazie a Marco Polo. Tuttavia, il Giappone diventò una realtà tangibile agli occhi degli europei grazie all’approdo fortuito di tre mercanti portoghesi a Tanegashima il 23 settembre 1543 e del gesuita Francesco Saverio, insieme a due confratelli, a Kagoshima il 15 agosto 1549.
L’arrivo della Compagnia di Gesù, giunta per attuare una concreta opera di evangelizzazione, sostenuta dalla corona portoghese (padroado), e in seguito lo sbarco degli Ordini mendicanti, sostenuti dalla corona spagnola (patronato), saranno ben presto segnati dall’emanazione di alcuni editti di proscrizione e di persecuzione nei confronti dei nanbanjin e di coloro che avevano abbracciato tale dottrina. Con lo shogunato Tokugawa (1603-1867), le potenze europee di espressione cattolica furono allontanate dall’arcipelago, sebbene alcuni neofiti continuarono a custodire e a tramandare il dono della fede professandola segretamente. A seguito dello sbarco di alcune imbarcazioni americane guidate da Matthew Perry (1853), il Giappone si riaprì gradualmente all’Occidente e i missionari tornarono... Il 21 dicembre 1949 tre Saveriani italiani, espulsi dalla Cina, approdarono nel porto di Kobe per dirigersi verso Kishiwada ed essere affidati a Tetsuji Sakaki, sacerdote giapponese, che ebbe il compito di introdurli al lavoro e allo studio della lingua.
Il 7 giugno a Parma, presso la Casa madre dell’Istituto, si terrà il convegno “Giappone tra tradizione e innovazione”. Interverranno Carlo Pelliccia (Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea-CNR / Università degli Studi Internazionali di Roma), che illustrerà le caratteristiche peculiari e identificative della storia del cattolicesimo in Giappone nel cosiddetto “secolo cristiano” (1549-1650), e p. Felipe Jesús López Orozco, della Direzione generale dei Saveriani, che ripercorrerà la storia saveriana in Giappone, dopo l’espulsione dalla Cina, e illustrerà l’apostolato che contraddistingue e caratterizza la loro presenza nella Terra del Sol Levante. L’evento sarà moderato da p. Pietro Rossini, di MissioNet.
in collaborazione con Carlo Pelliccia, Roma







