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Marce, meeting e cammini, Giornate d’inizio anno...

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Domenica 29 settembre, nonostante il tempo variabile, si sono incrociate marce, pellegrinaggi e corse: la settimana della pace a Forlì e il meeting giovanile missionario a Modena, cammini da scegliere per percorrere durante l'anno pastorale e l'anno sociale che abbiamo iniziato.

A Forlì, salendo a Bertinoro, si poteva incontrare anche la strada che porta al santuario della "Madonna del Lago", meta del pellegrinaggio diocesano della sera precedente. Il pellegrinaggio ha segnato l'inizio dell'anno pastorale sulla famiglia con l'ordinazione diaconale di Andrea per mano di mons. Lino Pizzi.

Non violenza e fraternità

La settimana della pace, dal 29 settembre al 13 ottobre 2013, è stata l'inizio del percorso che ci ha portato alla marcia di "Perugia - Assisi", il 19 ottobre 2014, a cento anni dalla "inutile strage" della prima guerra mondiale: non sia solo memoria, ma impegno per la realizzazione della pace.

L'iniziativa ha compreso due giornate: mercoledì 2 ottobre 2013, la giornata internazionale della nonviolenza, proclamata dall'Onu per ricordare il pensiero del maestro della nonviolenza il Mahatma Gandhi; venerdì 4 ottobre 2013,la IX giornata nazionale della fraternità e del dialogo, che è concisa con il pellegrinaggio di papa Francesco ad Assisi nella festa del santo Francesco, a cui il papa si è ispirato per costruire la "globalizzazione della fraternità".

Una catena per la pace

La settimana della pace è uno strumento per sollecitare l'avvio di nuovi percorsi di pace nella scuola e nella vita quotidiana, là dove viviamo. "Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall'anelito di pace", ha esortato papa Francesco (1° settembre 2013).

Stupisce vedere la citazione degli insegnamenti dei papi in tante iniziative, dopo che qualcuno aveva desiderato (e forse ancora desidera...) la fine del papato. Non c'è più tempo per l'indifferenza e per gli approcci superficiali sul tema della pace e dei diritti umani.

La pace è in pericolo

Il ricordo dell'enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII, scritta mezzo secolo fa, ci ha accompagnato alla veglia della pace con papa Francesco il 7 settembre. C'è tanta sofferenza in ogni parte del mondo per la guerra che porta ferite fisiche e morali.

La vita nei campi profughi del mondo è insostenibile. Il panorama geopolitico è intricato, mentre milioni di morti non interrogano più le coscienze dell'uomo. Ma cosa si può fare per la pace? Ci vuole un'educazione alla convivenza, che cominci dai bambini, dalla scuola, dalla vita comune. La pace è in pericolo e richiede il nostro impegno urgente, personale, serio, maturo, non occasionale. Servono cammini di vera educazione alla pace.

Noi cosa possiamo fare?

1. Iniziare un programma nazionale di educazione alla convivenza pacifica - "Sui passi di Francesco" - nelle scuole, parrocchie e associazioni, organizzando momenti di riflessione sulle guerre in corso nel mondo.

2. Organizzare incontri e dibattiti sulle proposte di non-violenza di san Francesco d'Assisi e di Gandhi, sui valori della pace, della fraternità e del dialogo.

3. Diffondere il movimento "Banning poverty", dichiarando illegale la povertà, perché le grandiose iniziative perseguite negli ultimi 40 anni non hanno eliminato le cause fondamentali della crescente povertà, ma sono state una stampella del neocolonialismo.

I saveriani della comunità di San Pietro in Vincoli sono disponibili per incontri su questi temi importanti.



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