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Maria Pandin, mamma del compianto p. Roberto Dal Forno, è morta a Moimacco (UD) il 12 dicembre 2009. La ricorda il nipote Andrea, con tocchi di devota ammirazione.

Nascere, crescere e diventare adulti in una realtà che è sempre più rumorosa e assordante, può disorientare. Poi accade ciò che non ti aspetti, e trovi le coordinate per le scelte giuste nella vita. Una piccola donna nata nel Padovano, a San Giorgio Delle Pertiche, il 26 giugno 1920, con alle spalle una vita passata prima nei campi, poi in fabbrica e poi ancora in bicicletta a vendere pesce in tutta la Bassa Friulana; una donna dedita alla famiglia, senza lauree né master, ma con una fede incrollabile da vivere giorno per giorno nel rapporto con gli altri: Maria Prandin, mamma di p. Roberto.

Fede, preghiera e... due parole

La forza della fede le ha permesso di superare dolori inimmaginabili, come la perdita di due figli: una in tenera età e uno quando era già anziana. Questa stessa forza l'ha guidata sul sentiero della vita nel continuo dono di sé. In tempi in cui privarsi di un figlio voleva dire avere in famiglia due braccia in meno che lavorano, quando molti compaesani le dicevano che un missionario era un figlio perso, lei con gioia ha incoraggiato la sua scelta, sacrificandosi ulteriormente per far sì che potesse realizzare la sua vocazione.

Oggi è normale abusare della parola come strumento di prepotenza. Ma lei conosceva I'importanza del silenzio e della riflessione, anche attraverso la preghiera. E al momento giusto, con due parole di saggezza, riusciva ad ammutolire il più esperto degli oratori.

Non ha perso, ha guadagnato

La generosità nel donare la portava a essere prodiga all'accoglienza, perché non c'è dono più bello che far sentire le persone a proprio agio. Nei miei ricordi di bambino sono ancora impresse quelle giornate di festa in cui i missionari andavano a Marano e trovavano la tavola imbandita del pesce pescato apposta per loro dal nonno e che lei con pazienza preparava. Erano giornate memorabili che ricordo con nostalgia.

Si dice che i nodi vengono al pettine e che i conti si fanno alla fine. Chi le diceva che un figlio missionario è un figlio perso non si è reso conto che lei non ha perso nessuno, ma ha guadagnato dei figli. Essere mamma di un missionario vuol dire essere un po' mamma di tutti i missionari; vuol dire essere un po' mamma di tutte le persone a cui i missionari fanno del bene; vuol dire avere il ringraziamento e la preghiera di tutte le persone che hanno compreso che, proprio grazie al dono di un figlio a tutti noi, è possibile incontrare in un cantiere, in un ospedale o in una scuola delle persone generose: i missionari che ogni giorno si impegnano a fare del mondo un posto migliore.



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