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Dal 25 al 27 aprile scorso si è svolto a Roma il Giubileo degli adolescenti. Tra decine di migliaia di ragazze e ragazzi presenti c’eravamo anche noi “Giovanissimi saveriani in uscita”, composto da 13 persone, venuti da Salerno e Cava.

Abbiamo vissuto un’esperienza di gioia e dolore. Era di gioia per aver visto tanti giovani da tutto il mondo e per aver vissuto insieme un forte momento di comunione e di Chiesa, passando per la prima volta dalla Porta Santa. Era anche di dolore per aver perso una figura paterna, come quella di papa Francesco, che ha saputo parlare al cuore a noi giovani. In sua memoria abbiamo dovuto adattarci con i programmi dedicando più tempo ai momenti di preghiera e riflessione.

Rientrando, alla richiesta di descrivere l’esperienza del giubileo, i ragazzi si sono espressi così: gioia, cammino, condivisione, credo, gratitudine, adattamento, grazia, grazie, conoscenza, solidarietà e testimonianza. “È stata un’esperienza indimenticabile perché non è stato un viaggio, ma un cammino di parole, canzoni, preghiera e gioia condivisa”. “L’unica parola che risuona dentro di me resta semplicemente GRAZIE perché prendersi cura di persone sconosciute, ora diventate amiche, ti offre la possibilità di sperimentare quella gratuità del Vangelo che davvero ti spinge verso qualcosa di così grande che non riesci a contenere”. 

Una giovane ragazza con sincerità si è espressa per dire qualcosa che a lei mancava: “Nonostante la bellissima esperienza vissuta, devo ammettere che a Roma si respirava un’aria diversa. C’era entusiasmo, ma qualcosa mancava… mancava Colui che ci avrebbe accompagnato in quei tre giorni, tenendoci per mano, mancava Colui che con le sue preghiere ci avrebbe dato una maggiore consapevolezza di quello che stavamo vivendo, mancava il Papa dei giovani, la nostra figura di riferimento e colonna portante. Purtroppo, non siamo riusciti a partecipare fisicamente alla celebrazione del suo funerale in Piazza San Pietro, ma in metro, quel 26 aprile, e anche mentre camminavamo per strada, siamo stati incollati al cellulare per seguirlo in diretta e per quanto mi riguarda, vedere quel feretro al centro di una delle piazze più importanti del mondo mi ha suscitato tante emozioni e ho subito chiamato mia madre per raccontarle ciò che quelle immagini mi stavano trasmettendo”.



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