Lutto nelle nostre famiglie, Quando una persona cara ci lascia
Nel volgere di poco tempo tre "donne missionarie", famigliari di tre saveriani, hanno raggiunto la casa del Padre: la signora Maria, sorella di p. Alfredo Spigarolo; la signora Delfina, mamma di p. Luigi Paggi; la signorina Antonia, consacrata nell'Opera della Regalità dell'università Cattolica, sorella di p. Gabriele Ferrari.
I primi due saveriani erano assenti ai funerali, essendo impegnati in terra di missione: il primo in Messico e il secondo in Bangladesh. Questa assenza può essere considerata da alcuni come un atto eroico, da altri come mancanza di sensibilità. Più semplicemente, per noi missionari si tratta di sacrifici che fanno parte della nostra vocazione. La comunità saveriana ha partecipato alle esequie, sentendosi vicina con la preghiera e l'affetto. Infatti, ognuno di noi sente come proprie la mamma o la sorella degli altri confratelli.
Maria: tutta casa e chiesa
Maria Spigarolo ci ha lasciato il 16 aprile 2010, all'età di 83 anni. Gli Spigarolo sono originari di Cittadella (Padova), ma la famiglia di Maria risiede da 40 anni a Ravellodi di Parabiago (Milano). Ha sempre lavorato, dedicandosi all'educazione dei figli e nipoti. Era tutta "casa e chiesa".
Il 17 marzo 1996, le quattro sorelle Spigarolo, insieme a padre Alfredo, erano a Roma per partecipare alla gioia della famiglia saveriana in occasione della beatificazione del fondatore mons. Guido Conforti. È stata davvero una festa famigliare, intensa di gioia e di fede.
Colpita da Alzheimer, negli ultimi sette anni la signora Maria ha sofferto molto, offrendo il suo dolore per la famiglia e per i missionari. Delle quattro sorelle Spigarolo, ora vive solo la signora Adelina, che passa il suo tempo tra la famiglia naturale e la famiglia saveriana, estesa fino al Messico, dove padre Alfredo lavora dal 1964.
Antonia: laica consacrata
Così si è espresso p. Gabriele Ferrari, al termine della Messa di commiato alla sorella Antonia, 73 anni, nella chiesa di San Marco a Rovereto. "Antonia era una donna ricca di qualità umane e di sentimenti, una cristiana coraggiosa che si era consacrata a Dio fin dalla sua prima età adulta, una donna non di mezze misure. Aveva messo le sorti della sua vita nella mani di Dio e da lui si lasciava guidare nella fede e nella speranza. Aveva certo anche qualche difetto di cui non si vantava, ma che riconosceva e che forse un po' coltivava... e per questo volentieri la riconosciamo nostra sorella e compagna di viaggio.
Il Signore l'ha provata nella vita. Ma lei è riuscita a tenere la lampada accesa fino alla fine. E nella notte, il 5 giugno scorso, è scoccata l'ora dell'incontro con Dio. Antonia era pronta ed è entrata nella festa della comunione eterna, dopo questi lunghi mesi di sofferenza e di umiliazione. Ringraziamo Dio per averci dato Antonia; ringraziamo anche tutti voi, che l'avete amata e assistita".








