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Anche quest’anno abbiamo vissuto un Mese Missionario ricco di iniziative, semplici ma significative, pensate per tenere viva, nella nostra diocesi di Cremona, la fiammella della missione ad gentes e per ricordarci che l’annuncio del Vangelo non conosce confini e continua a interpellare ogni comunità cristiana.

Nel centenario della Giornata Missionaria Mondiale, papa Leone, nel suo Messaggio, ci ricorda il cuore stesso della missione della Chiesa: “La missione dei discepoli e della Chiesa intera è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo: una missione che nasce dall’amore, si vive nell’amore e conduce all’amore”. È proprio dall’amore di Cristo che nasce la missione degli Apostoli e, lungo i secoli, quella di tanti cristiani, martiri, confessori e missionari che hanno donato la propria vita perché il mondo potesse conoscere l’amore di Dio. La missione evangelizzatrice della Chiesa, dunque, continua ancora oggi sotto la guida dello Spirito Santo. È una missione che chiede di essere accolta, vissuta e condivisa e che trova nella quotidianità delle nostre comunità molteplici occasioni per esprimersi.

La Veglia missionaria in Cattedrale
Il momento culminante del mese di ottobre è stato sabato 17 ottobre, nella Cattedrale di Cremona, dove il vescovo Antonio ha presieduto la tradizionale Veglia Missionaria che quest’anno ha avuto un significato particolare: per la prima volta, infatti, s’è unita la celebrazione per il conferimento dei ministeri del lettorato, dell’accolitato e del catechista. È stata un’occasione per mettere in luce il legame profondo tra la missione della Chiesa e la chiamata di ogni battezzato ad essere testimone del Vangelo e a mettersi al servizio della comunità. Dopo la richiesta di perdono, previsto dal rito ufficiale della Veglia Missionaria di quest’anno, e dopo la liturgia della Parola, il vescovo Antonio ha conferito i tre ministeri ai candidati, guidando la comunità nella preghiera.
La serata è stata anche occasione per esprimere il grazie della diocesi a tre fidei donum che hanno concluso la loro esperienza missionaria: don Davide Ferretti e Gloria Manfredini, impegnati a Salvador de Bahia, e Diego Pedrini, nella diocesi di Tete, in Mozambico. Il loro rientro non rappresenta solo la conclusione di un’esperienza, ma diventa, per tutta la Chiesa cremonese, un’occasione per fare memoria di quanto vissuto e per ringraziare il Signore dei doni ricevuti attraverso il servizio missionario.

Le voci dei giovani
Durante le settimane di ottobre, il cammino del Mese Missionario è stato accompagnato anche da alcuni podcast, attraverso i quali sarà possibile ascoltare le testimonianze dei giovani che hanno scelto di vivere esperienze di servizio e volontariato in terre lontane. Inoltre, saranno raccolte le voci di alcuni giovani che, grazie alla collaborazione con le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda, durante la scorsa estate, hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza significativa in Camerun.
Attraverso i loro racconti è stato possibile incontrare volti, storie e realtà differenti dalle nostre, ma anche scoprire quanto un’esperienza di mondialità possa lasciare un segno profondo nella vita di chi la vive. Partire, infatti, significa certamente incontrare altri popoli e altre culture, ma anche lasciarsi interrogare, cambiare e arricchire dall’incontro con l’altro.

L’incontro per i fidei donum
Un’altra iniziativa particolarmente significativa s’è tenuta giovedì 29 ottobre. Sono stati invitati tutti i presbiteri fidei donum della diocesi. Una mattinata per ritrovarsi, fare memoria e dare voce alle esperienze vissute. A guidare l’incontro c’era don Sergio Gamberoni, responsabile del CUM di Verona. Ha aiutato i partecipanti a far emergere pensieri, sentimenti, domande e sogni di chi ha scelto, in un determinato momento della sua vita, di condividere il cammino di comunità e popoli lontani.

Missione che continua
Le diverse iniziative del Mese Missionario sono state un invito a non dimenticare che la missione non è esperienza riservata a pochi, né qualcosa che riguarda soltanto chi parte per terre lontane. La missione appartiene alla natura stessa della Chiesa e interpella ogni comunità e ogni credente.
Le testimonianze dei giovani, il grazie ai nostri fidei donum, la celebrazione della Veglia e il ricordo delle tante esperienze missionarie vissute negli anni dalla nostra diocesi diventano così tasselli di un unico grande mosaico: una Chiesa che continua a uscire da sé, a incontrare, ad ascoltare e ad annunciare il Vangelo.
Anche quest’anno, dunque, l’ottobre missionario è stato occasione per tenere viva la fiamma della missione, nella consapevolezza che, come ci ricorda Papa Leone, tutto nasce dall’amore, si vive nell’amore e conduce all’amore.

@foto diocesidicremona.it



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