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Laicato saveriano: Un viaggio, una nuova tappa

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Nuccia riflette sulla sua esperienza missionaria passata e vuole trovare la forza per tornare in Congo, dove già era stata nel 2006 con il marito Carmine.

Cari compagni di cammino, desidero condividere con voi l'ultimo anno di vita, che è stato per me ricco di sorprese: a cominciare dalla famiglia con il matrimonio di Daniele, la ricerca di autonomia da parte di Salvatore e la serenità che vedo in casa di Morena; ma in particolare per le esperienze di animazione missionaria vissute con il mio sposo Carmine.

La prima sorpresa è legata alla mostra interculturale 2010 nella casa saveriana di Salerno sui cinque continenti. Mi sono sempre sentita molto coinvolta nel ruolo di "guida" alle varie mostre, ma questa volta ero costretta a registrare un dato che mi interrogava in modo insistente. Quando ero nella sala dell'Africa, dentro di me sentivo la diversità rispetto alle sale sugli altri continenti. Era come se parlassi di qualcuno e di qualcosa che mi appartenevano, perché li avevo incontrati e conosciuti.

Con il passare dei giorni ho provato nostalgia: volevo tornarci?... In Congo, cinque anni prima, non ero riuscita a sopportare il peso della sofferenza!

A un certo punto mi è passata per la testa l'idea di chiedere a p. Alex di poter andare in Camerun con i giovani. A Carmine non sembrava vero di poter tornare in Africa con me. Per un po' la cosa sembrava lasciarmi tranquilla. Ma poi la coscienza mi diceva che andare in Camerun sarebbe stata solo una fuga! Ne ho parlato con Carmine e proprio l'estate scorsa è arrivata una nuova sorpresa.

Padre Alex ci ha chiesto di portare la nostra testimonianza ai campi estivi con i giovani di Salerno. Quando raccontavo del viaggio del 2006, lo sentivo come un'opera incompiuta. Poi c'è stato il "vento gagliardo" del convegno dei giovani a Foligno (agosto 2010), che mi ha letteralmente investita, facendo cadere ogni resistenza: volevo tornare! Ma ero anche consapevole che non bastava per ritenermi "pronta" alla nuova esperienza.

Mi sono confrontata con p. Simone, saveriano che lavora con i giovani di Salerno. Mi ha preso per mano con dolce fermezza in un viaggio "dentro di me", per rivisitare l'esperienza del 2006 e tentare di comprendere cosa fosse successo veramente.

A quel punto sono cadute tutte le mie resistenze e obiezioni: voglio, devo tornare in Congo! Quest'estate farò parte del gruppo di laici saveriani che si recheranno là. Non so se il viaggio estivo diventerà una nuova tappa del nostro percorso missionario che ho appena descritto. Per il momento è importante per me "tornare a Goma".

Voglio tornarci con la debolezza di chi vuole imparare a fidarsi, ma anche con l'umile consapevolezza dei miei limiti.



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