La veglia e il ritiro dell’attesa, Secondo ''battesimo'' di p. Marongiu
Negli ultimi mesi del 2010 abbiamo avuto tra noi p. Salvatore Marongiu: prima a Cagliari, per la veglia missionaria del 22 ottobre al santuario di Bonaria; poi a Macomer, per il ritiro spirituale delle delegate missionarie. Per p. Salvatore Marongiu questi mesi sono stati come un nuovo battesimo di immersione in Sardegna.
Ha ritrovato vecchie conoscenze, che risalgono ai tempi dei suoi studi giovanili, prima di andare in Messico. Lì ha notato che negli uffici pubblici si usa esporre la bandiera nazionale e lo stendardo della Madonna di Guadalupe. Ha vissuto gli ultimi dieci anni in Congo e ora, dopo 25 anni, è stato richiamato per lavorare in Italia.
Con il popolo che soffre
Nella veglia missionaria a Bonaria p. Salvatore ha raccontato la sua esperienza: l'impotenza del missionario di fronte alla violenza della guerra. "Ho vissuto la spiritualità della Madonna: stare ai piedi della croce, con un popolo che soffre, per dare speranza nella presenza di Dio. Stando con la gente, la si aiuta ad avere coraggio e a non fuggire nella foresta; ci si aiuta a vicenda ad affrontare le avversità della guerra", ha detto.
Per ricordare il tema della veglia, "Spezzare il pane per tutti i popoli", è stato distribuito un piccolo pane, avvolto in un sacchetto di celofan. Ci siamo raccolti in adorazione davanti all'Eucaristia, pregando per i cinque continenti, rappresentati dalle cinque strisce colorate sulla balaustra. Quattro giovani di Cagliari, volontarie delle suore di madre Teresa, hanno accompagnato un canto bengalese con la danza, dimostrando il fascino della devozione cristiana dell'Oriente.
Dio gode per la vita dell'uomo
Per il ritiro dell'Avvento, p. Salvatore ha ricordato il tempo dell'attesa nella vita dell'uomo, quando qualcuno deve venire o qualcosa deve accadere. La stessa attesa è stata vissuta dai profeti per il Messia che doveva venire. Noi dobbiamo stare attenti al presente e vivere nuovi stili di vita, per capire i bisogni degli altri ed accontentarci del necessario per noi.
La fiducia in Dio ci aiuta a riconoscere la sua opera oggi, nella nostra vita e nella storia del mondo. Ci aiuta anche ad assumerci le nostre responsabilità per migliorare la vita nostra e la vita degli altri, compiendo la volontà di Dio e seguendo l'esempio di Gesù.
La riflessione sulla vita ci fa andare oltre ciò che vediamo e sentiamo; ci fa gustare la gioia della vita e il senso della nostra fatica. Gioire è il fine della creazione, perché Dio gode per la vita buona dell'uomo. Quando viviamo bene, diventiamo capaci di accogliere Dio, che ci rende felici.
La preghiera dell'attesa
I ragazzi e le ragazze hanno meditato questa bella preghiera:
"Signore Gesù, tu hai detto «Siate pronti!». Fammi la grazia di scegliere questo tuo comando come motto della mia vita, e di rimanervi fedele. Ogni circostanza della vita mi trovi pronto per amare e dire la verità, per cercare e fare il bene; mi trovi pronto a perdonare, pronto ad aiutare, a sorridere nelle avversità, puro di mente e di cuore. Queste sono, o Signore, le tracce dei tuoi passi, e io voglio seguirle, senza paura e senza rimpianto, con animo forte e a fronte alta. Signore, aiutami. Amen".








