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Quando leggerete queste righe, il rumore delle zampe dei cammelli dei Magi si starà disperdendo nell’aria. Ma il senso del mistero di questi personaggi venuti da lontano per incontrare la Verità-Amore, Gesù Bambino, rimane. Hanno impiegato mezzi e tempo per seguire un progetto, meglio, un sogno anticipato misteriosamente da una stella.

al magi ritornano per una nuova missioneI tempi sappiamo non sono belli né buoni; tuttavia abbiamo la certezza che il Signore sarà con noi fino alla fine del mondo. Non dobbiamo smarrirci nel chiedere che cosa possiamo fare di fronte a tutta la cupidigia, all’arroganza di un mondo che ha eletto il denaro a Dio e cerca di camuffarlo dietro parole come mercati, dividendi, interesse, profitto, burocrazia e quant’altro… Tutto sembra fatto per rendere poco comprensibile e difficile la vita soprattutto dei più deboli che hanno bisogno del figlio o nipote esperto in informatica solo per scaricare la ricetta del medico e andare in farmacia.

Sono tempi che richiedono chiarezza di idee e determinazione da parte nostra. E qui ci viene in aiuto un grande presbitero cremonese, don Primo Mazzolari. Lui veramente parla dei sacerdoti e ai sacerdoti, ma l’ho sentito anche vero e importante per tutti e ho sostituito “si cerca un uomo… in si cercano uomini e donne”. Don Primo mi perdonerà. Ascoltiamolo

Si cercano per la Chiesa.
Si cercano per la Chiesa uomini e donne, capaci di rinascere nello Spirito, ogni giorno. Si cercano per la Chiesa uomini e donne senza paura del domani, senza paura dell’oggi, senza complessi del passato.
Si cercano per la Chiesa uomini e donne che non abbiano paura di cambiare, che non cambino per cambiare, che non parlino per parlare. Si cercano per la Chiesa uomini e donne capaci di vivere insieme agli altri, di lavorare insieme, di ridere insieme, di amare insieme, di sognare insieme. Si cercano per la Chiesa uomini e donne capaci di perdere senza sentirsi distrutti, di mettersi in dubbio senza perdere la fede, di portare la pace dove c’è l’inquietudine e inquietudine dove c’è la pace. Si cercano per la Chiesa uomini e donne che sappiano usare le mani per benedire e indicare la strada da seguire. Si cercano per la Chiesa uomini e donne senza molti mezzi ma con molto da fare, uomini e donne che nella crisi non cerchino altro lavoro, ma come meglio lavorare.
Si cercano per la Chiesa uomini e donne capaci di morire per lei, ma ancora di più capaci di vivere per la Chiesa, uomini e donne capaci di diventare ministri di Cristo, profeti di Dio, uomini e donne che parlino con la loro vita. Si cercano per la Chiesa uomini e donne.
… Ci impegniamo senza pretendere che altri s’impegnino, con noi o per loro conto, come noi o in altro modo. Ci impegniamo senza giudicare chi non s’impegna, senza accusare chi non s’impegna, senza condannare chi non s’impegna, senza disimpegnarci perché altri non s’impegnano. Ci impegniamo perché non potremmo non impegnarci. C’è qualcuno o qualcosa in noi, un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia, più forte di noi stessi.

Si potrebbero scrivere pagine di commento. Ma la cosa più semplice è rileggere una frase ogni giorno e pregarci su. È vero e necessario quanto dice don Primo che prende queste parole dalla sua meditazione della vita fondata sul Vangelo. Mi sembra di vedere quella sinodalità di cui tanto oggi si parla, ma della quale si fatica a vedere la realizzazione. Si fatica a vedere lo stile della sinodalità, che io chiamerei della condivisione delle responsabilità come cammino verso una nuova realtà di comunità cristiana.
Diversamente, in missione abbiamo imparato a vivere questa sinodalità, come comunione di intenti e di condivisione della missione di Cristo.

All’inizio dell’attività in missione si era obbligati, a causa dall’estensione del territorio e delle difficoltà di comunicazione, a rivedere la struttura pastorale della parrocchia. Certe parrocchie erano estese come la Lombardia. Impossibile da gestire senza l’aiuto di catechisti, responsabili di comunità che portavano avanti il lavoro di vita comunitaria (liturgie, preghiere, assistenza ai malati e funerali) negli innumerevoli villaggi, ma anche l’annuncio attraverso la propria vita ai non cristiani. Loro hanno preparato al battesimo. Noi passavamo per celebrare l’Eucarestia, amministrare i sacramenti e risolvere eventuali problemi. Ma il grande lavoro era della comunità cristiana con la quale si condivideva il cammino. La comunità era protagonista nell’operare per la gioia e il bene di tutti e nell’annunciare la Buona Notizia dell’Amore di Dio portata da Gesù. Ed ecco che torniamo alla grande festa di questo mese, l’Epifania, la manifestazione di Gesù al mondo.



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